Il Tirreno

Lucca

La giunta va in piazza con gli studenti

di Nadia Davini e Luca Tronchetti
La giunta va in piazza con gli studenti

La manifestazione pacifica raccoglie consensi: subito un tavolo istituzionale con provincia, prefettura e forze dell’ordine

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LUCCA. Alla fine il corteo studentesco - oltre 500 ragazzi radunati in piazza San Francesco, meno della metà un’ora e mezzo dopo in piazza S. Michele - un obiettivo importante lo ottiene: l’impegno dell’amministrazione comunale di avviare un tavolo istituzionale con i rappresentanti studenteschi, la provincia, la prefettura e le forze dell’ordine per mettere al centro dell’attenzione i problemi della scuola e di chi la vive quotidianamente. L’appuntamento è già stato fissato: giovedì alle 17 all’Agorà. Al corteo studentesco non c’è il sindaco Alessandro Tambellini. Impegni improcrastinabili lo hanno tenuto lontano. Ma schierati accanto a studenti, insegnanti e lavoratori precari nell’assemblea pubblica ci sono 5 esponenti della giunta: il vice sindaco Carla Reggiannini e gli assessori Antonio Sichi (bilancio), Patrizia Favati (cultura e turismo), Ilaria Vietina (scuola e politiche giovanili) e Katyuscia Tomei (partecipazione). Senza considerare il consigliere comunale Francesco Amanti, la scorsa settimana al centro dell’attenzione per la sua partecipazione alle fasi «calde» del corteo e per il suo intervento in favore dei manifestanti. Gli applausi scroscianti degli studenti e degli insegnanti rimasti sino a mezzogiorno e mezzo alle parole solidali e di speranza degli assessori Favati, Vietina e Reggianini sono una piccola vittoria. La prima ottenuta dal movimento studentesco. Un mattoncino nella speranza di cambiamento.

Corteo pacifico. Centinaia di mani che si alzano contemporaneamente in un battito di secondo come affermazione della propria presenza pacifica. È questa l'immagine simbolo della giornata di mobilitazione con gli studenti lucchesi scesi nuovamente in piazza, a volto scoperto e con i palmi delle mani aperti, per manifestare contro le politiche governative in tema di lavoro, scuola e tagli ai servizi pubblici. Hanno attraversato la città per raccontare il profilo di una generazione arrabbiata e desiderosa di cambiamento. Un modo per ribaltare il giudizio espresso una settimana fa quando un’ottantina di giovani, con in testa alcuni universitari, cercò di forzare un blocco in piazza S. Giustina per avvicinare il ministro Ornaghi. Forse se avessero dialogato con chi dirigeva l’ordine pubblica una delegazione avrebbe potuto tranquillamente dialogare con il ministro del governo Monti facendo sentire liberamente e democraticamente la sua voce. «Manifestazioni violente non interessano a nessuno. - dice uno studente poco più che maggiorenne in testa al corteo - Da parte nostra non c’è la minima intenzione di sfidare la polizia. È chiaro che di fronte a sbarramenti può accadere sempre qualcosa di spiacevole».

Le ragioni dei manifestanti. Studenti delle superiori, universitari lucchesi pendolari, insegnanti precari, lavoratori Ata: tutti chiedono un sostegno maggiore al funzionamento delle scuole pubbliche.

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