Il Tirreno

Lucca

I ladri aggrediscono le vittime

I ladri aggrediscono le vittime

Raid a Gragnano: pietre contro l’auto del proprietario di una casa, derubato anche un avvocato

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GRAGNANO. Hanno fatto razzìa in un casolare ristrutturato che si trova vicino alla chiesa e poi, sorpresi dal proprietario di uno dei due alloggi in cui è diviso l’immobile, per scappare si sono armati di pietre e le hanno lanciate contro la Peugeot della vittima dell’ennesimo furto. Un’aggressione in piena regola. L’uomo era in macchina con la moglie e il figlio di 8 anni rimasto sotto choc (i loro nomi non sono stati resi noti per timore di rappresaglie): per evitare guai peggiori si è dovuto allontanare a gran velocità e ha dato l’allarme alle forze dell’ordine e ai vicini. Per ora, nessuna traccia della banda composta da tre uomini, arrivati in paese su una A4 station wagon, che all’ora di cena ha svaligiato due abitazioni ed è entrata pure in una casa in via di ristrutturazione. Il bottino è consistente: diverse migliaia di euro. Spariti soldi e tanti oggetti d’oro.

Le vittime sono l’avvocato Michele Cioni residente a Pisa, ma che trascorre i fine settimana a Gragnano, e un artigiano e la sua famiglia. Tutto è successo tra le 20 e le 21.

Il primo colpo è stato messo a segno nella casa del legale, che racconta: «Quando sono arrivato ho visto vicino all’ingresso un’Audi nera posteggiata vicino al cancello. Mi sono insospettito. Sono entrato e mi sono trovato di fronte una scena di devastazione. Le dieci stanze erano in disordine e dai cassetti erano stati portate via collane, orecchini, catenine, un diamante. I ladri erano riusciti ad avere via libera dopo aver smurato con un piede di porco una cancellata in ferro battuto. Trovata la refurtiva, hanno anche aperto le credenze e il frigorifero e hanno cenato a base di cioccolata e merendine».

Subito dopo, secondo la ricostruzione degli stessi derubati, i malviventi si sono fionddati nell’alloggio adiacente a quello dell’avvocato Cioni. Il proprietario era uscito alle 20,30 con moglie (bancaria) e figlio per andare a cena dalla suocera. Alle 21,30 è tornato e ha avuto la brutta sorpresa. La seconda in appena quattro mesi: a luglio, nel cuore della notte e mentre la famiglia dormiva, i ladri erano entrati, ma non avevano preso nulla. Si erano allarmati i perché qualcuno aveva acceso la luce ed erano fuggiti. Stavolta no. Avuta via libera, hanno cercato con calma gli oggetti da trafugare: secondo una prima stima il valore è di almeno 20mila euro.

L’artigiano ha visto tre persone che uscivano dalla porta di ingresso. Ha chiamato subito le forze dell’ordine, ha telefonato alla madre che abita vicino dicendole di mettere in funzione il sistema d’allarme, ha anche avvisato un altro vicino chiedendogli di far baccano per spaventare i malviventi. Che per aprirsi una via di fuga sono passati alle vie di fatto.

Hanno preso due massi e li hanno scaraventati contro la vettura, mandando in frantumi il parabrezza. Spaventatissimo e temendo per l’incolumità dei suoi cari, l’artigiano ha inserito la prima marcia e si è allontanato in fretta. Ha percorso circa 500 metri, poi è tornato indietro: a quel punto la banda si era dileguata approfittando del buio della notte.

Scappando, i ladri hanno seminato un paio di borsoni e così almeno qualcosa si è salvato. Per esempio, un iPad e un iPhone. Ma sono scomparsi contanti, orologi di valore, gemelli d’oro, fedi nuziali, braccialetti. Col morale a terra le famiglie vittime dei furti. Il figlio dell’artigiano è spaventato e chiede di cambiare casa dopo in due colpi in pochi mesi.

Meglio è andata al proprietario di un alloggio dove sono in corso opere di rifacimento: il ladri sono entrati anche lì, ma le stanze erano vuote. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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