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DA GENNAIO

Rivoluzione nell’area medica con la fusione di tre reparti

LUCCA. Da gennaio l’area medica del Campo di Marte avrà una nuova organizzazione. Spariscono i reparti (come Il Tirreno aveva anticipato) e di fatto l’area sarà strutturata secondo il modello per...

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LUCCA. Da gennaio l’area medica del Campo di Marte avrà una nuova organizzazione. Spariscono i reparti (come Il Tirreno aveva anticipato) e di fatto l’area sarà strutturata secondo il modello per intensità di cura che sta alla base del nuovo ospedale in costruzione a San Filippo e che interesserà la medicina, la neurologia e la nefrologia (e in futuro anche la pneumologia) con 105 letti. Resta escluso malattie infettive, che anche nel nuovo ospedale avrà una sua sezione con 10 posti letto (rispetto ai 18 attuali).

Ogni paziente ricoverato sarà seguito da un medico tutor e da un infermiere ben definiti, che lo assisteranno per tutto il periodo della degenza.

La rivoluzione si svilupperà su due livelli, quello strutturale e quello organizzativo, come spiega il direttore sanitario dell’Asl 2, Joseph Polimeni.

Il padiglione C, quello che già oggi ospita la Medicina, diventerà il fulcro dell’area medica, con le attività di minore complessità al piano terra e quelle più complesse ai piani alti. A partire dal quarto, dove ci saranno tre moduli di polispecialistica, con l’utilizzo delle stanze a bassa carica microbica per 4 letti di stroke unit per la cura dell’ictus.

Al terzo piano sono previste due aree di degenza medica polispecialiatica, con la chiusura del reparto di low-care, che è sotto utilizzato. Due poli di degenza con 15 letti ciascuno anche al secondo piano. Al primo piano invece ci saranno 15 letti di day hospital oncologico, con la chemioterapia, mentre la degenza ordinaria troverà collocazione nei letti del dipartimento. Poco cambierà al piano terra, dove ci saranno gli ambulatori e la psichiatria, che ha una sua specificità, con giardino e zona fumatori.

Al di là degli aspetti strutturali, cambia anche l’organizzazione. Il 95% dei pazienti arrivano nell’area medica dal pronto soccorso. Sarà proprio il medico dell’emergenza a valutare il paziente e nel caso ci sia bisogno di ricovero a destinarlo nell’unità operativa più appropriata al suo caso. Qui il primario deciderà a quale medico affidarlo, che sarà una sorta di tutor sgravato dai turni di guardia e dall’attività ambulatoriale. Secondo la nuova organizzazione il tutor avrà 12-15 pazienti in carico che seguirà per tutto il periodo del ricovero. E considerando che il malato avrà anche un infermiere di riferimento si può dire che l’assistenza sarà più personalizzata, più vicina alle esigenze del malato.

Sarà eliminato anche il fenomeno degli appoggi perchè a spostarsi sarà il medico e non il paziente.(f.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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