Il Tirreno

Lucca

Evade per un cappuccino

Cinque mesi all’anziano ai domiciliari per violenza sessuale

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LUCCA. Il cappuccino gli costa una condanna a 5 mesi e 10 giorni di carcere che sconta, vista l’età, ai domiciliari. Dove già si trova da una settimana per una brutta storia di violenza sessuale ai danni di una diciottenne e per molestie sessuali e atti persecutori nei confronti di studentesse e giovani donne in attesa del pullman a piazzale Verdi. Eno Biagini, 86 anni, arrestato dalla squadra Mobile la scorsa settimana e finito ai domiciliari viene condotto prima in questura e poi in tribunale dove viene processato con rito direttissimo dal giudice Letizia Di Grazia che di fronte all’evidenza della prova non può far altro che emettere una sentenza di condanna.

I fatti. Sono le 8 di mattina in via Cavalletti a S. Anna. La moglie del pensionato è affetta da paresi, la badante è ancora a letto che dorme e lui scende giù al bar a due metri dalla sua abitazione per far colazione: cappuccino e brioche. È agli arresti domiciliari e non può mettere il naso fuori dalla porta o finisce sotto processo. Lui non lo sa e in ciabatte scende al bar - un tempo la sua tabaccheria - per una bevanda calda. Consuma in fretta. Neanche due minuti. Ma quando sta per uscire ecco sbucare due agenti della volante che iniziano il giro controllando le persone soggette a misure restrittive. Gli agenti contestano al claudicante pensionato di aver violato gli obblighi previsti dalla misura restrittiva. «Stavo facendo colazione perché nessuno me l’aveva preparata a casa» racconta l’anziano mentre lo caricano nell’auto. Il giudice dopo la condanna dispone i domiciliari. «Stavolta non mi muovo più di casa» promette l’anziano.

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