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Carrefour manda a casa un lavoratore su quattro

Carrefour manda a casa un lavoratore su quattro

Avviata la procedura di mobilità per 38 dei 161 dipendenti della Ss Annunziata Rsu e Cgil proclamano scioperi per ogni sabato e domenica di dicembre

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LUCCA. A casa un dipendente su 4 dell’ipermercato Carrefour alla Santissima Annunziata. L’azienda ha infatti comunicato l’apertura della procedura di mobilità per 38 dei 161 dipendenti e la risposta dei sindacati non si è fatta attendere: sciopero per ogni sabato e domenica di dicembre per gli interi turni di lavoro. Già oggi la prima risposta di rsu e Cgil con assemblee, due ore al mattino e altrettante nel pomeriggio.

La Carrefour, che ha sede legale a Milano, giustifica i tagli con la crisi e sostiene che nell’ipermercato di Lucca le vendite nell’ultimo triennio sono diminuite del 15,2 per cento e che il risultato operativo, sempre negli ultimi tre anni, è calato del 65,3 per cento. A questo, dice Carrefour, si deve aggiungere l’aumento del costo del lavoro passato a meno 14,68 per cento nel 2011. Insomma, sostiene la società, occorre modificare gli organici.

Morale, a pagare sono ancora una volta i lavoratori e le loro famiglie.

Durissimo Massimiliano Bindocci, segretario generale Filcams Cgil: «Carrefour apre una procedura di licenziamento collettivo e sono coinvolti solo gli addetti vendita semplici e gli specializzati. Esclusi i capi reparto. Si tenga presente che ormai l'Ipermercato vede lavorare come dipendenti Carrefour appena 161 persone, meno della metà di quelli che c'erano anni fa ai tempi de Il Continente, ma l'appetito vien mangiando e la riduzione del personale è senza fine anche perché si tratta di una tentativo dell'azienda di creare un modello organizzativo con pochissimi dipendenti e con il grosso del personale presente assunto con contratti atipici, interinale o appaltato a ditte esterne».

L'azienda esclude espressamente anche la possibilità di fare cassa integrazione o contratti di solidarietà, dicendo che l'unica soluzione è la messa in mobilità, anticamera del licenziamento.

«Come organizzazione sindacale presente nel negozio insieme alla rsu - afferma Bindocci - faremo di tutto per impedire gli effetti di questa scelta aziendale, ma non accetteremo tagli sui diritti dei lavoratori perché sempre più spesso simili operazioni sono studiate per peggiorare le condizioni di chi lavora e tagliare sul personale facendo leva sul ricatto occupazionale. Crediamo che il personale nell'ipermercato di Lucca sia assolutamente insufficiente. Il livello del servizio è già stato tagliato in questi anni con risultati gravi e disservizi spesso imbarazzanti. L'azienda ha deciso in questi anni di perdere clientela facendo operazioni commerciali disastrose, dimostrando di non essere capace a riorganizzarsi e tutelando a spada tratta il personale fedele a certe logiche, ma spesso anche assolutamente improduttivo».

Da subito iniziano le iniziative di lotta. Già oggi le prime assemblee che saranno ripetute nei prossimi giorni.

Inoltre nel mese di dicembre sciopero tutti i week end fino a Natale. «Si stanno studiando iniziative provocatorie per mettere in evidenza la assurda gestione aziendale che mira ad avere pochissimi dipendenti assunti e la maggior parte del personale che lavora nell'ipermercato fatta di interinali - dice Bindocci -, o personale di aziende esterne pagato in modalità discutibili. Probabilmente alcune iniziative saranno fatte a livello regionale e nazionale, non essendo l'unica procedura di mobilità quella di Lucca». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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