Sicurezza
Sotto inchiesta per gli sprechi
Ricapitalizzazione del Polo Fiere: la Corte dei Conti accusa ex sindaco ed ex maggioranza
LUCCA. La ricapitalizzazione del Polo Fiere? Un danno erariale da centinaia di migliaia di euro. Ne era convinto l’allora capogruppo del Pd e oggi sindaco Alessandro Tambellini e a distanza di tempo vi ha trovato elementi per cui aprire un’inchiesta la Corte dei Conti che ha ricevuto il suo esposto.
La Corte dei Conti sta infatti inviando all’allora sindaco Mauro Favilla e ai consiglieri di maggioranza che votarono quella delibera la contestazione del danno erariale, chiedendo, per arrivare a una sentenza, le eventuali controdeduzioni.
Il passaggio incriminato è del maggio dell’anno scorso e sindaco e maggioranza approvarono la delibera (numero 30) in cui si prevedeva la facoltà di consentire l’aumento del capitale sociale della Lucca Polo Fiere e Tecnologia spa.
Tecnicamente l’atto della Corte dei Conti si chiama “invito a dedurre” e ora i politici chiamati in causa hanno 30 giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni.
L’eventuale responsabilità è riferita agli amministratori che espressero voto favorevole e, in misura più rilevante per il maggior apporto casuale, all’ex sindaco Mauro Favilla. Che in caso di condanna sarebbe chiamato - insieme ovviamente a coloro che approvarono la delibera - a risarcire il (per il momento presunto)danno erariale
Tambellini il 25 ottobre 2011 aveva presentato alla procura regionale della Corte dei Conti un esposto e faceva riferimento al bilancio preventivo 2011 che, a suo avviso, conteneva elementi di non veridicità visto che il pareggio era raggiunto con l’iscrizione in entrata di proventi extratributari da dividenti delle società partecipata Lucca Holding Spa che per i debiti di Geal e Gesam al momento dell’approvazione del bilancio dovevano ritenersi insussistenti o comunque non realizzabili. Tambellini sosteneva che in sede di bilancio di previsione 2011 il consiglio comunale aveva iscritto ricavi da utili netti delle partecipate per oltre 2 milioni.
L’attuale sindaco affermava che all’assemblea ordinaria di Lucca Holding Spa il socio unico (il Comune) aveva deliberato di corrispondere alla partecipata Lucca Polo Fiere un’anticipazione di 250mila euro in aggiunta ai 450mila già anticipati da Lucca Holding in conto futuro aumento di capitale. Un’operazione, sosteneva l’attuale sindaco, ingiustificata anche per il divieto imposto agli enti locali di fare aumenti di capitale in società partecipate non quotate i cui bilanci negli ultimi 3 anni fossero stati in perdita. Come nel caso di Polo Fiere: deficit di 2.179mila euro dal 2004 al 2009, cui aggiungere il disavanzo derivante dall’incorporazione delle perdite di Lucca Fiere e Congressi per un totale di 2.886mila euro. La Finanza aveva aperto un’indagine ritenendo illegittimo il finanziamento di 250mila euro successivo alla legge che vieta ai Comuni di fare aumenti di capitale per società partecipate che per 3 esercizi consecutivi hanno registrato perdite. Secondo la Procura anche il finanziamento di 450mila euro può «costituire ipotesi di danno patrimoniale». Ora il pubblico ministero chiede lumi. all’ex sindaco Favilla e agli amministratori che votarono sì: Fabbri, Fava, Venturi, Checchia, Fazzi, Martinelli, Buchignani, Andreoni, Micheloni, Bertani, Garbini, Panelli, Mura, Allegrini, Torri, Agnitti, De Luca, Lotti e Dinelli. La pratica era passata con 20 voti favorevoli, 3 contrari (Sichi, Giusti e Giorgi) e 11 astenuti: Del Carlo, Pighini, Bertini, Marchini, Mammini, Carmassi, Moriconi, Garzella, Piuppani, Tagliasacchi e Tambellini).
Fazzi, Fava e Buchignani si dicono a posto con la coscienza sostenendo di aver votato un atto che aveva il parere favorevole del responsabile dei servizi economico finanziari, Serafino Turturici «che poi è stato confermato nel suo incarico da Tambellini».
Dice Buchignani: «Perché l’attuale sindaco non ha ritirato quella delibera, una volta eletto? E perché quel giorno si astenne, invece di votare contro? Mi chiedo cosa ci sia dietro. Noi abbiamo agito in perfetta buonafede».
Chiosa Fazzi:« Il sindaco non ha mai indicato modi e tempi di una adeguata correzione degli effetti che a suo avviso sarebbero tanto gravi. Chi sa che, alla fine di tanti contorcimenti giustizialisti, Robespierre non ci lasci la testa un'altra volta».
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