Il dolore
Niente più gite la protesta per il decreto di stabilità
LUCCA. Niente visite guidate o viaggi di istruzione. Stop alle e funzioni strumentali, salvo quella per l’orientamento. E’ la risposta del collegio dei docenti dell’Itc Carrara (mozione approvata...
LUCCA. Niente visite guidate o viaggi di istruzione. Stop alle e funzioni strumentali, salvo quella per l’orientamento.
E’ la risposta del collegio dei docenti dell’Itc Carrara (mozione approvata con 43 favorevoli, 5 contrari e 8 astenuti). I professori esprimono una valutazione decisamente negativa dei ddl di stabilità per il 2013 e del ddl Aprea – Ghizzoni per le gravi ricadute sull’attività didattica.
«Poiché ci viene chiesto continuamente di educare alla cittadinanza e alla Costituzione e perché crediamo che è quel che si fa, non quel che si dice, che viene recepito dagli studenti riteniamo che siano proprio i comportamenti e i fatti ad avere una vera valenza educativa. Si cresce in un modo o in un altro a seconda dei comportamenti che si vedono, degli esempi che si hanno davanti. Quando, invece, quel che si dice e quel che si fa non coincidono si insegna solo ad essere ipocriti: quindi ora più che mai c’è bisogno di fatti e non di parole. In particolare, l’innalzamento a parità di stipendio di 1/3 dell’ orario di insegnamento frontale dei docenti (art. 3 Legge di stabilità per il 2013), tramite una legge che invade una tipica materia contrattuale,viola il principio di proporzionalità tra quantità del lavoro e retribuzione previsto dalla Costituzione. Non tiene conto del lavoro collegiale e, soprattutto, della preparazione delle lezioni, dell’aggiornamento individuale e collegiale, della preparazione e correzione dei compiti; contribuisce, quindi, alla delegittimazione del lavoro dei docenti , con conseguenze negative anche sul piano relazionale e didattico nei rapporti con studenti e famiglie; comporta un’ulteriore dequalificazione della scuola pubblica, sia per l’innalzamento del numero di classi e studenti per ogni docente ( e si tratta spesso di “classi pollaio” cioè sovraffollate e non sicure), sia per l’obbligo di insegnare anche materie (che di fatto non si conoscono) in base solo alla laurea anche senza abilitazione».
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