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Il D-day della tassa di soggiorno si decidono quote e destinazioni

Il D-day della tassa di soggiorno si decidono quote e destinazioni

Dibattito stamani in commissione bilancio, alla presenza di Patrizia Favati, assessore al turismo Ma gli albergatori sono sul piede di guerra. Bonino (Ascom): le categorie partecipino alla discussione

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LUCCA. Incontro al vertice, questa mattina, sulla tassa di soggiorno. Si svolge nell’ambito della commissione consiliare per le politiche di bilancio e sviluppo economico. L’appuntamento è nell’ufficio dell’assessore al bilancio Antonio Sichi. Ci sarà, oltre ai consiglieri della commissione, l’assessore alle politiche per il turismo Patrizia Favati. E sarà l’occasione per definire meglio i contorni della tassa di soggiorno, della sua oggettiva quantificazione e della sua diversificazione soprattutto in base al livello qualitativo delle strutture ricettive.

Patrizia Favati porterà in commissione i risultati del lavoro condotto in parallelo dai due gruppi dell’osservatorio turistico: i due panel che hanno studiato da una parte le modalità di applicazione della tassa di soggiorno, dall’altra le sue destinazioni una volta incassata.

Con sempre maggiore certezza, comunque, si prefigura la possibilità che per l’amministrazione comunale le entrate derivanti dalla tassa di soggiorno saranno molte più della cifra indicativa prevista di cinquecentomila euro, frutto di un’equazione generica tra una tariffa minima di un euro e l’ultimo dato disponibile sull’affluenza turistica in città (quello del 2011, pari a 500mila presenze).

Da parte delle categorie, non si fa mistero dello scontento in vista dell’applicazione della tassa di soggiorno.

Questa volta a insorgere è Pietro Bonino, presidente provinciale della categoria degli albergatori in seno a Confcommercio. «La prima cosa da dire – afferma Bonino -, come del resto la nostra associazione ha già avuto modo di affermare in occasione di annunci simili da parte di altre amministrazioni del territorio, è che siamo contrari ad un nuovo, ulteriore balzello che va a penalizzare una categoria oltremodo sottoposta a una forte pressione fiscale, e che produrrà ricadute sull’intero indotto».

Detto questo, continua Bonino, «occorre rimarcare come tale decisione sia stata presa senza prima consultare le associazioni di categoria, ovvero sia quegli addetti ai lavori che del comparto turistico sono gli attori principali che in prima persona partecipano a fiere all’estero per pubblicizzare, oltre alla propria attività, anche il territorio».

E Bonino prosegue sottolineando che «l’assessore Patrizia Favati spiega che i proventi della tassa di soggiorno saranno reinvestiti nel settore turistico, ma non chiarisce precisamente in quale modo. Auspichiamo che almeno in questo caso, prima di arrivare a conclusioni definitive, si passi da una doverosa concertazione con gli operatori, così da trovare una strategia di investimenti concordata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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