Sicurezza
Da gennaio 30 giorni per saldare i fornitori
Allarme rosso nelle pubbliche amministrazioni: «Con queste regole i servizi sono a rischio»
LUCCA. «Con queste regole rischiamo di dover tagliare alcuni servizi». È allarme rosse nelle amministrazione pubbliche che dal 1° gennaio avranno 30 giorni per pagare i fornitori. Le nuove regole (che valgono anche nel caso di una transazione azienda-azienda) sono il frutto dell’approvazione del decreto legislativo che attua la direttiva del Parlamento europeo e del consiglio del 16 febbraio 2011 “relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento delle transazioni commerciali”. Le novità erano attese anche da Cna di Lucca che in più occasioni aveva tirato per la giacchetta i ritardi “siderali e scandalosi” – anche di 180 giorni e fino a 300 giorni - della pubblica amministrazione locale. «La cattiva prassi dei ritardi dei pagamenti sta facendo chiudere le imprese e licenziare i lavoratori – rilancia Antonella Gabbriellini, presidente provinciale Cna Costruzioni – i casi, nella nostra Provincia, si sprecano. E più volte l’abbiamo denunciato. Riguardano gli appalti pubblici ma non solo. Con il recepimento della direttiva comunitaria la pubblica amministrazione non ha più scuse». Previste delle deroghe in particolare per Asl, ospedali e imprese pubbliche che possono portare a 60 giorni il termine massimo. Ma anche tutte le altre pubblica amministrazioni potranno accedere a questa deroga nel caso "eccezionale" in cui l'eventuale proroga sia giustificata “dalla natura o dall'oggetto del contratto” oppure dalle “circostanze esistenti al momento della sua conclusione”. In caso di ritardo ci saranno delle sanzioni: i comuni dovranno pagare gli interessi di mora che scatteranno automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento senza che si aggireranno intorno alla soglia del 10%.
Stando così le cose si teme l’effetto boomerang: senza denaro nelle casse o disponibile per far fronte alle spese nei termini previsti di legge, le amministrazioni saranno obbligate a non eseguire lavori o servizi. «Al momento – spiega l’assessore del Comune di Lucca Antonio Sichi – il nostro obiettivo primario è quello di saldare gli otto milioni di euro che l’ente ha accumulato con le imprese che hanno svolto servizi nel corso degli anni». Più netto il giudizio di Maria Mancini, segretario generale della Provincia: «Occorre fare una programmazione e valutare quali servizi saremo in grado di erogare, visti i vincoli imposti dal patto di stabilità e dai tagli nei trasferimenti alle Province, che nel 2013 ammontano a 12 milioni. In questa situazione alcuni servizi sono a rischio». (g.p.)
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