Il Tirreno

Lucca

Bisogna fare manutenzioni, e subito

L’Autorità di bacino: la struttura ha fondazioni forti, ma dal 1100 nessuno l’ha mai ristrutturata

2 MINUTI DI LETTURA





BORGO A MOZZANO. «Le pietre che fuoriescono non sono il segnale di un cedimento del ponte del Diavolo, ma del bisogno di una manutenzione straordinaria. La struttura è fortissima, fondata sulla roccia, e nel tempo ha attraversato piene fortissime. Se le pietre oggi si staccano è perché dal 1100, quando fu costruita, nessuno ha mai fatto una manutenzione seria della struttura nel suo complesso».

Così il professor Raffaello Nardi, Autorità di bacino del fiume Serchio. Non impensierito per la stabilità del ponte millenario, ma per il suo degrado sì, che occorre arginare e nel più breve tempo possibile.

Perché la piena dell’11 novembre scorso, seppure importante, non ha avuto le caratteristiche dell’emergenza.

«La frequenza con cui eventi del genere si ripresentano è ogni dieci anni - spiega l’ingegner Stefano Sadu dell’Autorità di bacino -. Un evento meno intenso di quello del Natale 2009, la risposta del fiume stavolta è stata buona. Ci sono stati scrosci forti che hanno causato piccole frane e ristagni. Dopo il 2000, è la terza volta che un episodio del genere si ripresenta».

Cosa fare davanti a questi episodi, secondo l’ingegner Sadu, è semplice e chiaro. «Gli interventi risolutivi contenuti nel piano di bacino sono al momento impossibili perché troppo onerosi, cifre nell’ordine di centinaia di milioni di euro. Quindi, spiega Sadu, «occorre da una parte lavorare tutti insieme per migliorare quanto più possibile la situazione. In primo luogo, da parte degli enti, va migliorata la comunicazione alla popolazione. La gente da parte sua, soprattutto chi abita nelle immediate vicinanze del fiume, deve usare comportamenti consapevoli alla propria collocazione logistica. E quando arrivano i fondi per realizzare opere di consolidamento occorre usarli nel modo migliore e più immediato, come è stato fatto dopo la piena del 2009».

Secondo il report dell’Autorità di bacino sulla piena dell’11 novembre, «si sono avuti picchi di intensità di pioggia localmente molto significativi e la forma dell’onda di piena che si è generata è stata caratterizzata da una elevata ripidità, soprattutto nella fase ascendente. Nella sezione di Borgo a Mozzano, la massima portata in transito può essere calcolata sulla base della scala di deflusso degli organi di scarico dello sbarramento idroelettrico: per il colmo dell’onda di piena dell’11 novembre, intorno alle 10,30, la portata stimata era di circa 1.300 millimetri cubi al secondo». (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze