Il Tirreno

Lucca

Niente più reparti nell’area medica

di Fabrizio Tonelli
Niente più reparti nell’area medica

All’ospedale scatta la nuova organizzazione per intensità di cure. Intanto la direzione dell’Asl taglia nove dipartimenti

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LUCCA. L’area medica organizzata secondo il modello per intensità di cure. Il nuovo assetto è stato presentato ai sindacati e sarà operativo da gennaio, anticipando nei fatti quella che sarà la nuova organizzazione sanitaria nell’ospedale in costruzione a San Filippo.

Molte e sostanziali le novità, con modifiche profonde anche dal punto di vista logistico, con il padiglione C che sarà articolato tra ambulatori, day hospital e aree di degenza, senza più la suddivisione in reparti. E con i malati che saranno presi in carico da un determinato medico, che li seguirà in tutto il loro percorso ospedaliero.

Intanto prende corpo la rivoluzione organizzativa dell’Asl 2. La direzione aziendale ha presentato il nuovo regolamento che di fatto rappresenta il caposaldo per la nuova organizzazione dei servizi. E la prima osservazione da fare è il taglio netto ai dipartimenti, che da 23 diventano 14. In ospedale i dipartimenti saranno sei: chirurgico, medico, terapie intensive e subintensive, materno infantile, oncologico, diagnostica. A questi si aggiungono per le zone distretto di Lucca e della Valle del Serchio salute mentale e dipendenze; assistenza territoriale e della riabilitazione.

Completano il quadro gli altri dipartimenti: emergenza-urgenza, farmaco, professioni sanitarie, amministrativo, area tecnica.

Il regolamento è già stato presentato dalla direzione aziendale ai medici e alle organizzazioni sindacali ed è ovviamente suscettibile di modifiche, in base alle osservazioni e alle proposte che emergeranno nel corso del confronto aperto.

«Ci sono luci e ombre - dice Pietro Casciani, della Ul Fpl -.  Tra gli aspetti positivi c'è l'individuazione di precisi centri di responsabilità, dall'altra parte la nostra preoccupazione riguarda l'attuale organizzazione, fatta di tante strutture e incarichi professionali che non troveremo più nel nuovo regolamento. Non vogliamo che le professionalità acquisite e i risultati conseguiti in questi anni vadano dispersi o che si perda l'identità di chi ne era a capo. Tra gli aspetti negativi  poniamo l'accento sulla dermatologia che passerebbe secondo la bozza di regolamento, da funzione ospedaliera a funzione territoriale.

«Altra osservazione positiva - aggiunge Casciani - è che troviamo il dipartimento infermieristico, manca invece il dipartimento tecnico sanitario. Per quanto riguarda l'area amministrativa abbiamo notato l’ intenzione di costituire una struttura complessa con aggravio di costi, mentre bisognmerebbe dare priorità all’ assunzione di medici, infermieri, Oss, tecnici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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