Attenzione
Rinunciano alle ferie per vigilare la casa
Le vittime dei malviventi ora vivono nella paura: «I sistemi di allarme costano, serve un contributo delle istituzioni»
LUCCA. Il primo passo è iniziare a lasciare televisioni e luci accese appena si esce di casa, poi si passa alle inferriate e ai sistemi di allarme. I traumi di chi ha subito un furto non sono facili da cacciare e così le precauzioni da prendere non sono mai troppe per evitare che le proprie abitazioni vengano nuovamente violate.
Lo racconta Sonia Reali, che abita a Segromigno in Monte, e la scorsa settimana si è vista rubare tutto l’oro che aveva in casa. «In gran parte erano i gioielli di mia madre che oltre al valore materiale avevano un grandissimo valore affettivo – spiega – e dire che li avevo pure nascosti molto bene. Ma soprattutto sono terrorizzata e negli ultimi giorni la mia vita è decisamente cambiata. Ora ogni sera il mio fidanzato viene a dormire da me e chiudo a chiave la porta di camera. Quando esco poi lascio luci e televisore accesi, un accorgimento che prima non prendevo mai».
Poi la decisione di mettere le inferriate alle finestre del piano terra – «ho già contattato il fabbro ma a quel punto mi sembrerà di essere in prigione», dice – e l’installazione di un impianto di allarme che però è una soluzione piuttosto costosa. «Si tratta di una spesa di due-tremila euro – prosegue Sonia – Quando sono andata dai carabinieri per la denuncia c’erano altre tre famiglie che erano state visitate durante la notte e allora, visto che le forze dell’ordine non riescono ad arrivare a coprire tutte le richieste, mi chiedo se lo stato e le istituzioni non dovrebbero andare incontro alle esigenze dei cittadini, magari andando a sovvenzionare i costi di installazione dei sistemi antifurto». Sistemi che comunque limitano la libertà di azione di chi li sceglie perché spesso sono posizionati alle finestre o scattano quando si cammina per una stanza.
Sempre di furto di gioielli si tratta per Maria Biagini, residente a Segromigno in Piano. A casa sua tutto è successo in pieno giorno mentre il figlio e la nuora erano al lavoro e lei era uscita per pochi minuti per andare a fare la spesa. «Lasciare le luci e il televisore acceso è ormai l’ultima cosa che faccio prima di uscire di casa. Poi ora quando sono da sola presto molta più attenzione, chiudo sempre le porte dei terrazzi e tutte le finestre. Infine quando vado a letto tengo sempre sul comodino il salvavita. Mi basta premere un pulsante e scatta subito l’allarme mentre viene composto il numero di telefono di parenti e amici che abitano vicino a me e possono venire in tempi rapidi».
Un problema che riguarda anche le giovani coppie visto quello che è successo a Diego Mencarini e alla sua fidanzata che convivono sulle colline sopra Marlia. Rientrati da una serata con gli amici hanno trovato forzata una porta al piano terra della loro abitazione mentre alla ragazza avevano rubato tutti i gioielli. Anche in questo caso la violazione dei loro spazi li ha costretti a cambiare abitudini e a fare qualche rinuncia.
«Ora cerchiamo di non lasciare mai più la casa vuota – spiega Diego – con noi abita mia madre e in questo ci dà una grossa mano. Quando il pomeriggio io e la mia fidanzata siamo al lavoro, ci pensa lei. Quando invece la sera esce per incontrare le amiche allora siamo noi a sacrificarci un po’ di più. Addirittura il furto è avvenuto durante l’estate e per la settimana successiva avevamo già prenotato un fine settimana all’estero. Invece abbiamo preferito disdire e rimanere qui, c’erano ancora da ultimare i lavori per rimettere in sesto la porta che era stata forzata e poi eravamo ancora scioccati, troppo a ridosso del furto. La scelta di rinunciare al viaggio per restare a casa ci è sembrata la soluzione più intelligente per sentirci tutti più sicuri».
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