Il Tirreno

Lucca

Operai senza soldi e prospettive

Operai senza soldi e prospettive

Esplode la rabbia dei dipendenti Panem, cassa integrazione e tfr arrivano con il contagocce

2 MINUTI DI LETTURA





Clima acceso nella Sala dei Granai dove si è tenuta l’assemblea dei lavoratori della Panem. Lino Giovannelli, della Flai-Cigl, ha spiegato agli operai la difficile situazione in cui si trova il Gruppo Novelli, che ha rilevato la storica azienda nell’agosto del 2011. In ritardo i pagamenti della cassa integrazione e l’anticipo sul Tfr, parte dell’accordo firmato in giugno. Intanto, Giovannelli conferma che la trattativa con un imprenditore locale non è morta.

«Ci sono ancora speranze», commenta. Alla fine, sono volate parole grosse. Alcuni si sono alzati e hanno lasciato la riunione, altri non hanno mancato di urlare le loro critiche nei confronti del sindacato. Che si sarebbe trattato di un’assemblea ad alta tensione era chiaro. A mesi dalla firma dell’accordo tra la Novelli e i sindacati, i lavoratori hanno percepito solo una mensilità della cassa integrazione straordinaria e una delle tre tranche di anticipo sul Tfr (quattromila euro in totale da riscuotere in tre parti: 1000 euro lordi con il cedolino di luglio, 1300 con il cedolino di settembre e 1700 con quello di dicembre), mentre tutto il gruppo rischia di affondare, portandosi dietro oltre 700 dipendenti.

«Il Gruppo Novelli ha subito un tracollo pesantissimo dopo l’operazione speculativa che ha operato ai danni della Panem – ha esordito Giovannelli – La situazione è stata affidata a un amministratore esterno perché i soci hanno dimostrato di non riuscire a gestire la società. L’obiettivo è quello di evitare un fallimento a livello nazionale. Il tavolo ministeriale è ancora aperto e questo lascia spiragli aperti anche per la Panem di Altopascio. Potremmo riuscire a ottenere altri sei mesi di cassa integrazione, se ci saranno prospettive di ripresa».

Le parole di Giovannelli, però, non sono state accolte con favore da molti dei lavoratori seduti in sala. «Nell’accordo firmato in estate si parlava di ripresa della produzione. Ci sono le condizioni? Perché i capannoni sono stati svuotati?», ha chiesto Roberto Bleusi.

«Le possibilità non si sono spente, ma al momento non possiamo garantire niente», ha riposto il sindacalista che, alle domande incalzanti dei lavoratori su quali garanzie abbia fornito l’accordo estivo, ha dovuto ammettere: «Nessuna. Per ora ha garantito una parte dell’anticipo sul Tfr e forse garantirà la seconda». E proprio su questa ammissione, gli animi si sono ulteriormente surriscaldati. Ce n’è stato un po’ per tutti, dal sindacato locale a quello nazionale, passando per il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti.

Arianna Bottari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa