La manifestazione
Le categorie dichiarano guerra all’abusivismo
LUCCA. Nella Val di Lima, 250 strutture ricettive censite e circa 350 che esistono ma non risultano alla regolare registrazione. Altra zona dove l’abusivismo delle strutture ricettive preoccupa è...
LUCCA. Nella Val di Lima, 250 strutture ricettive censite e circa 350 che esistono ma non risultano alla regolare registrazione. Altra zona dove l’abusivismo delle strutture ricettive preoccupa è quello del Compitese e delle colline lucchesi. Dati risultanti da un’indagine che le categorie - Confesercenti e Confcommercio - portano avanti da tempo. E che oggi portano all’attenzione, reclamando come il sommerso, in ogni forma e in ogni settore lo si riscontri rappresenta, sottolinea il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini, «un indebolimento del sistema».
I dati sono stati portati in discussione nel corso di un incontro tra gli operatori del settore alberghiero ed extralberghiero organizzato dalle due associazioni e incentrato sul fenomeno dell’abusivismo. I contributi alla discussione sono arrivati dai direttori di Confcommercio Rodolfo Pasquini e di Confesercenti Emanuele Pasquini, dai presidenti dei rispettivi sindacati di categoria Pietro Bonino (Confcommercio) e Andrea Martinelli (Confesercenti).
I primi dati raccolti dall’analisi (nata da un incrocio fra i dati sulle strutture ricettive censite e quelle trovate singolarmente sul web o in portali turistici) raccontano, spiegano le categorie, «uno scenario preoccupante, visto che circa un’attività su due risulta “non censita”, il che vale a dire che il sommerso è presente in egual misura rispetto alle attività per così dire ufficiali. Non solo: oltre a questo, è emerso anche un altro fenomeno, quello della pubblicità fuorviante che vede numerose imprese qualificarsi con titoli inesatti, o con caratteristiche non corrispondenti rispetto a quanto dichiarato al registro della Provincia (ad esempio per quanto concerne il numero di camere, i servizi offerti o la denominazione)». Ultimo aspetto emerso dal contributo degli operatori, quello degli stranieri: molti cittadini non italiani, possessori di abitazioni sul territorio provinciale, le affittano nei periodi dell’anno in cui non si trovano in Lucchesia. Fenomeno, questo, particolarmente frequente soprattutto in Media Valle (Barga e Bagni di Lucca), ma più difficile da individuare, in quanto il canale utilizzato per la pubblicità, spesso, è quello di siti internet stranieri, e quindi non facili da tenere sotto controllo.
Le categorie hanno coinvolto nella battaglia la Camera di Commercio, come soggetto interessato alla trasparenza e alla concorrenza. Il 26 novembre si aprirà alla Camera di Commercio un tavolo di lavoro con il compito di stilare un calendario di incontri con gli organismi e le istituzioni a vario titolo interessate all’abusivismo, tra cui Provincia e i Comuni, Guardia di finanza, questura e altri organi di controllo.
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