Il dolore
Gli studenti: non siamo facinorosi
Parlano i protagonisti del corteo sfociato in tensioni con gli agenti
LUCCA. Sulle tensioni tra studenti e forze di polizia di sabato, il Collettivo autonomo studenti lucchesi vuole chiarezza. «La stampa - spiega - ha attaccato le azioni degli studenti, fornendo una versione dei fatti incompleta. Si è parlato della volontà degli studenti di cambiare il corso del corteo ignorando però che proprio le forze dell'ordine avevano negato, prima di questi eventi, il normale svolgimento della manifestazione, mettendo una camionetta davanti a San Micheletto e costringendo il corteo a un innaturale dietrofront. Si è parlato di presunta aggressività del corteo contro i blocchi di polizia e dei conseguenti danni che ad essa avrebbe causato. Noi invitiamo le forze dell'ordine a diffondere i video che hanno realizzato, dove appaiono le immagini di questi "scontri". Noi mostreremo i nostri video, forti del fatto che abbiamo forzato il blocco senza venire alle mani, con un avanzamento passivo, a volto scoperto».
Gli studenti invitano inoltre «chi non vive la realtà di questo nuovo movimento e le istituzioni a rendersi conto che ci sono centinaia di ragazzi arrabbiati e frustrati dalla situazione in cui vivono. Il corteo si è mosso non per cercare uno scontro, ma per sancire la propria volontà a manifestare sotto il Comune».
Su questo episodio, tanti interventi. Il presidente del gruppo Pdl in consiglio Marco Martinelli sostiene che «questa manifestazione poteva trasformarsi in una guerriglia urbana».
Da parte di Rifondazione invece, arriva la considerazione che «i giovani che da anni assistono al progressivo smantellamento della scuola pubblica rivendicano il diritto a una scuola dignitosa. A chi strilla che la manifestazione è stata violenta ricordiamo che violenti sono quelli che poche settimane fa sono entrati nelle scuole romane con le spranghe e i caschi e non gli studenti lucchesi, che volevano solo gridare la loro legittima protesta». (n.d.)
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