Il Tirreno

Lucca

Decidiamo subito dove fare l’ospedale

L’Asl incalza e assicura che tutti i servizi restano. Il San Francesco e il Santa Croce saranno venduti

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CASTELNUOVO. I servizi restano negli ospedali della Valle del Serchio. Così Antonio D’Urso, direttore generale Asl 2 Lucca, ha tranquillizzato tutti al consiglio comunale straordinario sulla sanità. Ma i tagli decisi dal governo possono colpire da un momento all’altro e il direttore invita i sindaci a prendere quanto prima una decisione sul sito dove realizzare il nuovo ospedale unico della Valle.

Oggi, riunione dell’esecutivo della conferenza dei sindaci per fare il punto della situazione, ma il lavoro della commissione è ancora in atto e i risultati sono attesi nelle prossime settimane, entro metà dicembre. «Per quella data la commissione presenterà la propria relazione e dopo sarà compito della conferenza stabilire la localizzazione», dice il presidente Dorino Tamagnini.

Il consiglio comunale, che ha ospitato anche il direttore sanitario Joseph Polimeni e Tamagnini, era stato richiesto dai gruppi di minoranza. Preoccupazioni sui tagli ai servizi sono sono state espresse sia da Sauro Bonaldi (Insieme per Castelnuovo) che da Francolino Bondi. Mentre l’ex sindaco ha chiesto rassicurazioni sullo stato attuale e futuro dei due ospedali esistenti in attesa di quello nuovo, Bondi è entrato nello specifico: «Scarseggiano posate monouso, la colazione e il pasto è razionato e razionalizzato – attacca il consigliere di Prima Castelnuovo – si smantella il centralino, si riduce la dialisi, la medicina sportiva e anche l’ambulatorio ostetrico-ginecologico. Queste sono cose di cui i sindaci dovrebbero discutere». Ma il sindaco Gaddo Gaddi ha etichettato l’intervento del consigliere come allarmistico, catastrofico e le rassicurazioni sono arrivate da D’Urso: «Negli ultimi sei mesi sono aumentati i medici in servizio – spiega D’Urso – non ci saranno chiusure di ortopedia o cardiologia. Dal 1° dicembre Castelnuovo avrà un radiologo in più per la risonanza magnetica, oggi sottodimensionata. Per la chirurgia tirodea siamo disponibili a cercare convenzioni con specialisti. Il centralino? Con i mezzi tecnologici, lo spostamento non sarà un trauma. Sulla dialisi abbiamo ottimizzato il servizio per limitare gli sprechi e recuperare inefficienza. L’ambulatorio di ostetricia di Castelnuovo è chiuso temporaneamente per cause organizzative interne, indipendenti dalla direzione. I professionisti dovranno girare per aumentare le competenze, fatte anche dall’esperienza sul campo e dai casi trattati. Il punto nascita di Barga ha i numeri per restare aperto, ma bisogna fare in fretta con la decisione sul nuovo ospedale perché i tagli arrivano dal governo centrale e non ci si può far molto. Nel nuovo ospedale ci saranno pronto soccorso e punto nascite. Ci saranno tutti i servizi».

Sull’ospedale unico, un interrogativo riguarda le risorse che secondo il piano di fattibilità saranno recuperate anche dalla vendita degli attuali plessi. Il consigliere Italo Bertoncini ha chiesto cosa sarà degli ospedali di Castelnuovo e Barga. «Sono strutture dell’Asl – risponde D’Urso –, che discuterà con i Comuni sulla loro destinazione. Ma l’orientamento è di vendere i due immobili, per coprire parte delle spese per il nuovo ospedale per il quale l’Asl non ha fondi oggi».

Luca Dini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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