Il Tirreno

Lucca

Ciclista e operaio di giorno ma la sera autista di gang

di Fabrizio Tonelli
Ciclista e operaio di giorno ma la sera autista di gang

In carcere un albanese di 20 anni: incensurato, correva in bici e faceva il gruista Operazione della squadra mobile dopo una serie di colpi nella zona di Porcari

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LUCCA. Ciclista, operaio, gruista e infine autista di una banda di ladri che metteva a segno colpi a ripetizione nelle case della Piana.

E’ la parabola di Bairam Bisku, 20 anni, albanese, arrestato l’altra sera dalla squadra mobile dopo essere stato trovato su un’auto (dalla quale sono riusciti a fuggire due complici) sulla quale gli agenti hanno rinvenuto svariata refurtiva e soprattutto un vero e proprio set di arnesi da scasso, attrezzi di ogni tipo adatti perfino a forzare una porta blindata o ad aprire le casseforti.

Bairam non ce l’ha fatta a correre via, nonostante i suoi trascorsi sui pedali, quando con il Gs Cintolesi prendeva parte alle gare esordienti e giovanissimi. «Non aveva un grande talento - dice Marcello Lepori, patron della società - e lasciò il ciclismo, però era un ragazzo tranquillo, non ci ha mai creato problemi, sono davvero dispiaciuto che sia coinvolto in questa storia».

Una brutta storia. C’è Bairam al volante della Hyundai xi20, rubata a Pescia, su cui si muove la gang che dopo le 18 compie un furto in un’abitazione di via Forabosco a Porcari e ne tenta un altro in via della Fornace. Ricevuto l’allarme la polizia si mobilita, un’auto civetta della squadra mobile - coordinata dal vicequestore Virgilio Russo - nota la Hyundai in via del Cimitero a Lammari. A bordo c’è una sola persona che sembra attendere i complici.

Gli agenti intervengono, bloccano l’autista, ma altri due malviventi riescono a dileguarsi favoriti dal buio.

Sull’auto c’è un po’ di tutto: oggetti in oro, collane di perle, portagioie, se computer portatili, un cronografo e una varietà di arnesi da scasso degna del miglior ladro: mazza ferrata, piede di porco, due grimaldelli, chiavi inglesi, cacciaviti di varie dimensioni, trapani, smerigliatrici angolari con dischi adatti a tagliare metalli.

Parte della refurtiva viene riconosciuta, tra i derubati, oltre alla famiglia di Porcari, c’è anche una donna di Pistoia.

Bajram, che dice di aver lavorato come gruista alla costruzione della nuova questura di Pistoia, viene associato al carcere di San Giorgio, a disposizione del pm di turno, dottor Salvatore Giannino. Dei complici nessuna traccia, sarà difficile rintracciarli vista la solidarietà che vige tra gli albanesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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