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Riordino province

In arrivo il calendario delle audizioni in Commissione

LUCCA. Anche l’Upi sposa Lucca–Massa. I tagli del governo e l'assetto territoriale previsto dal decreto sul riordino degli enti sono stati al centro dell'incontro tra i presidenti di Provincia della...

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LUCCA. Anche l’Upi sposa Lucca–Massa. I tagli del governo e l'assetto territoriale previsto dal decreto sul riordino degli enti sono stati al centro dell'incontro tra i presidenti di Provincia della Toscana e i parlamentari eletti nella Regione che si è svolto ieri mattina a Firenze. L'Upi Toscana ha illustrato lo stato di grave difficoltà economica che le Province dovranno fronteggiare nel 2013 a causa dei ripetuti tagli operati dal Governo e dei vincoli imposti dal Patto di stabilità – contro i quali l'Upi ha deciso di fare ricorso al Tar – chiedendo ai parlamentari di adoperarsi affinché vengano garantite le risorse necessarie per continuare ad erogare i servizi essenziali per il cittadino.

I presidenti delle Province hanno ribadito la richiesta di modificare il decreto di riordino durante la fase di discussione per la conversione in legge per quanto riguarda i confini dei nuovi enti. L'Upi ha chiesto ai parlamentari di cancellare la maxi provincia Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno e di prevedere l'istituzione di due Province distinte: Lucca-Massa e Pisa-Livorno.

Intanto proseguono i lavori della Commissione affari costituzionali del Senato, che però in questi giorni è impegnata nell’affrontare un’altra delicata questione: la legge elettorale. Nell’arco di questa settimana l’organismo presieduto da Carlo Vizzini dovrebbe rendere noto il calendario delle audizioni. Tra coloro che saranno ascoltati c’è anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli.

Il dibattito sul capoluogo nel frattempo accende gli animi. Nei giorni scorsi un comitato di Pisa ha presentato una bozza di emendamento nella quale chiede che venga modificato il criterio per l’attribuzione del capoluogo: il titolo va conferito alla città capoluogo della provincia più popolosa. Pisa per l’appunto e non più Livorno.

Anche i sindaci versiliesi sembrano fare l’occhiolino alla torre pendente. Nella lettera aperta firmata Michele Silicani (Stazzema), Ettore Neri (Seravezza), Umberto Buratti (Forte dei Marmi), Alessandro Del Dotto (Camaiore) e Domenico Lombardi (Pietrasanta) e da Maurizio Verona, presidente dell'Unione dei Comuni della Versilia, si mette al centro del dibattito l'articolazione territoriale degli uffici e dei servizi pubblici ma non è un segreto che ufficiosamente lo schieramento versiliese guarda a Pisa come al capoluogo. (g.p.)

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