La manifestazione
Il pullman è pieno in 7 lasciati a piedi all’ultima fermata
Il bus diretto a Firenze ha ignorato le persone in attesa C’è chi ha perso il treno per Milano o la lezione all’università
LUCCA. Il pullman passa davanti alla fermata dove sono in attesa sette persone senza fermarsi. Non rallenta l’autista, non dà spiegazioni, il mezzo è già stracolmo di persone e il regolamento parla chiaro: impossibile accostare, aprire le porte e cercare di far salire altri passeggeri, la sicurezza sarebbe compromessa.
Succede così che sette persone vengono lasciate a piedi, impossibile allestire un altro bus, non si può fare altro che attendere la corsa successiva, in barba agli impegni: c’è chi doveva prendere il treno per Milano, chi aveva la lezione obbligatoria all’Università, chi era atteso a un convegno.Niente da fare, appuntamenti saltati o quanto meno posticipati, con i prevedibili disagi che originano da questi disservizi.
A farsi interprete del malumore dei cittadini lasciati a piedi è Silvia Lombardi, che parla anche a nome di Grazia Cannavò, Sara Giorgetti, Cinzia Repetti, Delia Langer, Noemi Valdambrini e Giulia Mori.
«Eravamo alla fermata di viale Europa di fronte al bar Buralli - raccontaSilvia Lombardi - e aspettavamo il pullman per Firenze delle 8,01. Il bus di Vaibus è passato alle 8,15 senza fermarsi, con la scritta fuori servizio.Ma era pieno di persone: l’autista ha fatto salire tutti i passeggere della penultima fermata, per poi proseguire la sua corsa direttamente per Firenze».
Esterrefatti, i sette hanno immediatamente contattato l’agenzia Vaibus: «Una signora - aggiunge Silvia Lombardi - ci ha risposto che l’ultima fermata non è garantita: se vogliamo avere la certezza di salire sull’autobus dobbiamo aspettarlo al capolinea. Come mai però il pagamento del biglietto è richiesto anche all’ultima fermata se poi il servizio non viene garantito? Come mai l’autista non si è fermato nemmeno per avvisarci che non ci avrebbe fatto salire a bordo?».
La Lombardi chiarisce che altre persone hanno confermato che episodi del genere erano già successi: se il pullman è pieno l’autista procede senza far salire altre persone. E il disservizio è inevitabile.
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