Il Tirreno

Lucca

Apre davvero la passerella sul Serchio

di Barbara Antoni
Apre davvero la passerella sul Serchio

Dopo la “passeggiata” preelettorale di Favilla, adesso il ponte pedonale e ciclabile sarà a disposizione dei cittadini

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LUCCA. Si avvicina all’epilogo la storia (quasi) infinita della nuova passerella sul Serchio, della sua gestazione lunghissima - costellata di gare d’appalto rescisse e rinnovate, di aziende assegnatarie fallite, di liti fra il Comune e aziende arrivate perfino in tribunale -, ma anche di progetti sbagliati, di previsioni di costo che sono finite per raddoppiare, di polemiche a ripetizione dettate soprattutto dall’imponenza della struttura e del suo impatto forte con l’ambiente naturale.

Entro fine mese, annuncia il dirigente dei lavori pubblici, l’ingegner Paolo Nocchi, la passerella sarà inaugurata. Sarà, stavolta davvero, aperta al pubblico, ai cittadini che l’hanno per tanta parte osteggiata: quella che doveva essere una passerella ciclopedonale è finita per essere un ponte, largo tre metri e mezzo e lungo 260.

La passerella potrà essere utilizzata solo da pedoni e ciclisti. Tant’è che per scongiurare il passaggio di altri mezzi non autorizzati l’ultimo intervento che dovrà essere eseguito prima dell’apertura consiste nell’installazione di alcuni paletti cosiddetti “abbattibili” (reclinabili, ma solo per mano degli enti preposti).

Questo intervento ha chiesto il collaudatore, spiega l’ingegner Nocchi, perché sulla passerella potranno transitare, oltre a pedoni e ciclisti, «solo i mezzi che fanno manutenzione e quelli di soccorso in caso di emergenza».

Ci sono anche gli ultimi conti da pagare: 158.795,87 euro alla ditta Guidi Gino di Castelnuovo Garfagnana, quella che di fatto ha ultimato l’opera, dopo che la ditta precedente era fallita per problemi di liquidità.

E poi basta, taglio del nastro e l’opera sarà a servizio della collettività. L’ultima volta chela passerella è stata sotto i riflettori risale alla fine dello scorso aprile, quando la giunta uscente guidata da Mauro Favilla vi organizzò un sopralluogo pre-elettorale, con le rampe ancora da finire di costruire e da asfaltare.

La storia di questa opera - progettata per costare un milione e mezzo e poi arrivata a tre - comincia durante il mandato di Pietro Fazzi.

Il primo atto che dà il via alla realizzazione della passerella risale al 18 ottobre 2006: una determina dirigenziale con cui il Comune approva il progetto esecutivo per la “realizzazione della passerella pedonale sul fiume Serchio per il collegamento delle viabilità pedonali e ciclabili del parco fluviale”. La gara di appalto viene vinta da una ditta di Chieti, la Edilsteel, ma nel 2007 il Comune rescinde il contratto di appalto con la motivazione del «grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo». Nel 2008 i lavori di carpenteria metallica vengono affidati alla Lencioni Costruzioni di Lucca, alla Mospeca di Fiume Veneto le opere di montaggio del ponte.

Intanto la Edilsteel porta il Comune in tribunale. Mentre il Comune, da parte sua, incarica un professionista di progettare le rampe laterali di accesso alla passerella: qualcosa nel progetto iniziale è andato storto, oppure era stato pensato senza tenere conto dei reali dislivelli: il fatto è che nel 2009 ci si accorge che la passerella è come sospesa, che i due estremi (lato via Alzaia e lato tiro a segno) non degradano sulle sponde del fiume.

Così si progettano prima i ponti levatoi e poi le rampe, per la rabbia degli ambientalisti che urlano al rischio idraulico causato da queste opere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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