Sicurezza
Tante vendite promozionali ma i commercianti sono divisi
Partita la campagna degli sconti a due mesi dall’inizio della stagione dei saldi invernali Lanza presidente del Consorzio Città di Lucca: «Occhio, si rischia di screditare i negozianti»
LUCCA. Tappezzate di cartelloni per segnalare gli sconti: ecco come appaiono in questi giorni molte vetrine della città. A poco meno di due mesi dall’inizio dei saldi molti negozi si organizzano con le vendite promozionali e, se da una parte alcuni commercianti si dicono contrari, altri cercano di sfruttare l’occasione per recuperare qualcosa da una stagione che non si è rivelata troppo proficua. Colori, scritte extralarge e formule curiose: tutto è utile per attirare il cliente.
In via Cenami, ad esempio, da Esprit oltre al 20% di sconto, viene offerto il pagamento di un’ora di parcheggio. Anche Benetton in via Santa Croce, ribassa alcuni capi selezionati fino al 5 dicembre e il 30% in meno è quello che si può spendere da Pho in via Beccheria. Di fronte, Incantesimo riserva sorprese raggiungendo il 50% in meno sui propri articoli.
«Ho sempre creduto nelle vendite promozionali – spiega la titolare del negozio, Gabriella Buccella – credo che il segreto sia diminuire il guadagno su un singolo articolo e venderne di più».
Numerose poi le offerte in via Buia dove nel negozio “Le camicie di Chiara”, sono i nuovi arrivi ad essere scontati. Per una sola settimana, l’outlet Studio 12 ribassa ulteriormente fino al 30% e ancora, di fronte, riduzioni per Liliana Sgambati e Sisley Young. Ma secondo Francesca Rendina di Caporiccio in via Santa Croce, tutto questo risulta inutile. «Regaliamo al cliente un buono sconto del 20% sul prossimo acquisto – afferma – e in qualità di dipendente devo attenermi a quello che sceglie il negozio, ma io svolgo questo lavoro da 35 anni e lo trovo un sistema controproducente».
Passeggiando per via Fillungo, cambia la dicitura, non la sostanza. Dai pacchetti 3x2 di Accessorize ai buoni per gli acquisti di Natale della Cuoieria Fiorentina, passando per i capi selezionati attraverso un bollino rosso di Idexè e molto altro. «Le vendite promozionali non risolvono i problemi – sostengono dal negozio Dalmo Cashmere – Abbiamo chiesto l’autorizzazione per adeguarci, ma niente è migliorato da quando abbiamo appeso il cartello».
Della stessa opinione sembra essere la titolare di New Funny Girls, Cristina Cosmi: «Non è così che si risolleva una stagione andata male, ma la disperazione del commerciante è tale da affidarsi a qualsiasi stratagemma».
Profondamente contrari si dicono anche da Confcommercio che, circa quindici giorni fa, durante una riunione del Consiglio nazionale di FederModa, tenutasi a Pisa, ha avanzato la proposta di posticipare la data di inizio dei saldi che sarà il 5 gennaio. «Le vendite promozionali – spiega Federico Lanza, presidente del Consorzio Centro Commerciale Città di Lucca – devono essere riservate ad una categoria di merce distinta, diversamente dal saldo che è massificato. Deve esistere inoltre una definizione precisa dello sconto applicato e soprattutto, è obbligatorio che siano spalmate su un arco di tempo limitato. Se si trattasse realmente di un’iniziativa mirata e concentrata, potrei dirmi d’accordo, ma se svolta per un lungo periodo ed estesa a tutti gli articoli finisce per danneggiare il commercio».
Lanza ritiene infatti che una riduzione ulteriore sui margini di guadagno del venditore non possa che aggravare la difficile condizione in cui già versa il mercato. «Inoltre – prosegue – c’è il rischio che questa overdose di promozioni non riscuota più l’ attrazione desiderata sul consumatore».
“Una giungla” la definisce poi il collega Vittorio Melecchi, presidente provinciale del sindacato abbigliamento di Confcommercio. «Credo che il risultato sia la perdita di credibilità del commerciante e il disorientamento del cliente: sono dubbioso sul fatto che l’adozione di questi comportamenti possa risollevare una stagione andata male».
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