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Consorzi di bonifica, scoppia la polemica sui nuovi assetti

LUCCA. «Bene la semplificazione, ma sono troppo pochi sei comprensori per assicurare un’adeguata manutenzione e un altrettanto adeguato rapporto con gli utenti. Lucca e la Piana non possono essere...

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LUCCA. «Bene la semplificazione, ma sono troppo pochi sei comprensori per assicurare un’adeguata manutenzione e un altrettanto adeguato rapporto con gli utenti. Lucca e la Piana non possono essere divise».

Così il presidente del Consorzio di Bonifica Auser-Bientina, Ismaele Ridolfi, commenta la lettere inviata alla Regione, ai parlamentari lucchesi e agli enti e associazioni locali per richiamare l’attenzione sulla proposta di legge presentata proprio dalla Regione, che prevede il taglio (da 41 a 6) dei comprensori. Un taglio fin troppo drastico sostiene l’Urbat (l’Unione regionale per le bonifiche, l’irrigazione e l’ambiente della Toscana), che suggerisce all’amministrazione regionale di mantenere almeno nove comprensori.

«La proposta di legge mi trova d’accordo laddove si insiste nell’individuare un unico soggetto, ovvero i consorzi di bonifica, per la manutenzione e gestione dei corsi d’acqua – spiega Ridolfi – in questo modo non si risparmiano solo soldi, ma si semplificano anche le procedure. Tuttavia, ridurre a sei i comprensori pare eccessivo, perché un’adeguata manutenzione e gestione richiede una profonda conoscenza del territorio, delle associazioni e degli enti con cui si collabora. I sei territorio individuati sono molto vasti e le differenze all’interno di uno stesso comprensorio sono enormi. Ecco perché, a nostro avviso, questo passaggio deve essere rivisto».

Per la Lucchesia e la Piana, inoltre, la proposta di legge contiene un’ulteriore complicazione: Lucca rientrerebbe nel comprensorio della costa, con Massa, Carrara e la Versilia, mentre la Piana rientrerebbe in quello del Basso Valdarno.

Parla di separazione “preoccupante” l’assessore comunale Pellegrini Masini: «Vediamo in questa riorganizzazione il rischio di un carente coordinamento fra due diversi enti i cui interventi avrebbero una reciproca influenza sostanziale su un territorio omogeneo e continuo ancorché diviso fra due autorità. Auspichiamo quindi che il consiglio regionale voglia riconsiderare questa proposta di legge – conclude l’assessore - e voglia accogliere proposte alternative nelle quali la Lucchesia sarebbe unita sotto una singola autorità consortile, comprendente il bacino del Serchio e la Piana». (a.b.)

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