Il dolore
Quelle campane della discordia fra la chiesa e il B&B
Il giudice ordina al parroco di Palleggio di cessare i rintocchi Il sacerdote: «Ora mi chiedono il risarcimento danni»
BAGNI DI LUCCA. Una contesa che si trascina da anni quella tra la parrocchia di Palleggio guidata da don Franco Vitali e i titolari di Villa delle rose - Alberto Coppola e Anna Bona - una struttura ricettiva tipo bed and breakfast che si trova nelle immediate vicinanze della chiesa del paesino. Al centro del contendere, il rintocco delle campane, che i coniugi Coppola già nel 2010 avevano contestato perché, spiegano, «durante la notte disturbava i nostri ospiti». La diatriba è sfociata in un esposto all’Arpat e da qui a una sentenza del giudice che ha ordinato al parroco di zittire le campane. Ma, come spiega lo stesso don Vitali, «non è finita qui. Non contenti della sentenza del giudice, i signori che hanno causato tutto questo problema ora chiedono anche un risarcimento danni. Ho dovuto prendere un avvocato. Non ci credo di essere capitato in una storia del genere, io ho solo messo in atto la volontà dei parrocchiani».
Il campanile della chiesa di Palleggio, ricostruisce il parroco, era muto da anni, perché un fulmine aveva bruciato l’impianto delle campane. «Grazie ai soldi ricevuti dall’assicurazione - spiega il sacerdote - ho potuto ripristinare l’orologio del campanile, per la soddisfazione dei fedeli, che mi hanno sempre pregato di tenerlo acceso perché dava loro conforto e li faceva sentire in compagnia».
Al contrario, per il b&b e per i suoi ospiti il rintocco è stato percepito come un disturbo. «Prima è stato fatto un esposto all’Arpat, chiedendo di misurare i decibel - ricostruisce ancora il parroco -. Sono state fatte le misurazioni, secondo le quali le campane raggiungono i 59 decibel, quando il limite tollerato è di 50. Io penso che le misurazioni siano state fatte mentre passava un trattore, le campane (elettriche, ndr) non sono così rumorose». Il passo successivo è stata l’udienza dal giudice, terminata a favore del b&b.
Da parte loro, i coniugi Coppola-Bona, spiegano che a suo tempo si erano rivolti anche all’ex sindaco Giancarlo Donati affinché convincesse il parroco a silenziare le campane di notte, «come prevede la normativa della Cei del 2001 che invita le diocesi ad evitare il suono campanario nelle ore notturne, al quale anche la stessa diocesi di Lucca si è adeguata - dice Coppola -. Anche l’Arpat ci ha dato ragione, dopo aver valutato che il suono dell'orologio campanario supera il limite, facendo rientrare la questione nell’ambito del diritto alla salute. Nonostante tutte le nostre legittime richieste e i nostri sforzi non siamo riusciti a raggiungere un accordo con il parroco, che ha continuato ad andare per la sua strada finché a ottobre non gli è stato notificato il decreto di condanna per la violazione degli articoli del codice penale sul disturbo della quiete pubblica e del riposo notturno. E pensare che ci eravamo resi disponibili anche per pagare le spese del tecnico al fine di regolare i rintocchi dell'orologio, quando il parroco ne fece un problema di costi che nè lui nè la comunità poteva affrontare. Non volevamo arrivare al processo, ma solo trovare un accordo che limitasse il suono delle campane alle ore previste dalla legge. Non vorremmo - conclude - che questa presa di posizione fosse un atto discriminatorio di tipo religioso: non siamo cattolici ma cristiani e anche se non siamo nativi di queste parti ci sentiamo inseriti e benvoluti a Palleggio».
Barbara Antoni
Rossana Federighi
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