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Province, contestati i sindaci versiliesi

Province, contestati i sindaci versiliesi

Critiche dal presidente Baccelli e dal segretario Pd Andreuccetti: «Una mossa che non aiuta l’accorpamento con Massa»

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LUCCA. «Nell’ottica dell’accorpamento tra Lucca e Massa Carrara si tratta di una mossa non bella. Anzi, direi improvvida». Poche parole, ma chiare, quelle del presidente di palazzo Ducale Stefano Baccelli che non ha apprezzato la decisione di alcuni sindaci versiliesi di area Pd (Alessandro Del Dotto di Camaiore, Umberto Buratti di Forte dei Marmi, Domenico Lombardi di Pietrasanta, Michele Silicani di Stazzema, Ettore Neri di Seravezza e il presidente dell’Unione dei Comuni della Versilia, Maurizio Verona) di scrivere al ministro Patroni Griffi per esprimere appoggio totale alla provincia costiera formata da Pisa, Livorno, Massa Carrara e Lucca.

Baccelli dice che ogni opinione è legittima, ma aggiunge: «Quei sindaci sbagliano quando parlano di università, porto, aeroporto. Insistono su temi verso i quali la futura Provincia non avrà competenze, dovendo occuparsi solo di trasporto pubblico, ambiente e scuole. Non più infrastrutture e sviluppo economico. In ballo, semmai, ci sono i servizi per i cittadini. Quelli sì».

La mossa versiliese non è andata giù neppure al segretario territoriale del Pd, Patrizio Andreuccetti: «Spero che la lettera non abbia alcuna influenza sull’ipotesi di modifica del decreto di riordino della Province, ma certo non è un gesto che aiuta Lucca. Però ho fiducia in quanto faranno i nostri parlamentari e il presidente Baccelli».

Intanto il oordinamento nazionale dell'Upi ha deciso ufficialmente di presentare un pacchetto di emendamenti al decreto sul riordino delle Province. Una proposta complessiva di emendamenti al decreto, condivisa da tutto l'Upi nazionale che contiene anche la richiesta di suddividere la cosiddetta “provincia dell'area vasta della Toscana costiera” in due province, ovvero la provincia di Lucca-Massa Carrara e quella di Pisa-Livorno. Si tratta dell'unica richiesta di modifica territoriale all'interno del maxi-emendamento. «Il fatto che la richiesta di suddividere la maxi provincia da quattro in due (Lucca- Massa e Pisa-Livorno) sia stata accolta dall'Upi nazionale - dice il presidente Baccelli - è l'ennesima prova della validità della nostra tesi. Nel pacchetto complessivo questa è l'unica richiesta di modifica territoriale, segno che è stata riconosciuta l'assoluta incoerenza, a livello nazionale, dell'anomalia dell'assetto a quattro della maxi-provincia sulla costa toscana».

La presa di posizione dei sindaci viene criticata anche dal centrodestra. Per esempio, da Maurizio Marchetti (Pdl) secondo il quale la lettara è « senza senso logico. Non bastassero le liti interne alla sinistra e al Pd in particolare, è evidente che questa lettera è una specie di pietra tombale sugli sforzi di parlamentari, amministratori, associazioni e semplici cittadini per scongiurare questo mostro a quattro teste che affosserà il territorio lucchese, quello versiliese, i suoi abitanti e il suo sistema economico. Ancora una volta siamo ostaggio di una guerra fra bande all’interno del Pd in vista delle primarie e dei nuovi assetti e a rimetterci, come abbiamo già detto, saranno tutti. Immagino che a Roma, di fronte a questa frammentazione, prenderanno la palla al balzo e asseconderanno il piano veramente devastante del governatore Rossi. Non so quali vantaggi pensano o sanno di avere i sindaci che hanno firmato la nefasta lettera, ma certamente fra qualche anno i loro amministrati gliene renderanno certamente conto».

Infine, secondo David Marcucci presidente Pdl in Provincia, le battaglie e i conflitti interni del Pd «rischiano di essere pagati da cittadini, imprese e lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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