Il Tirreno

Lucca

A 86 anni viene arrestato per stupro

di Luca Tronchetti
A 86 anni viene arrestato per stupro

Accusato da una ragazza di 18 è ai domiciliari. Alla vittima avrebbe confidato: «Mia moglie è anziana così ho scelto te»

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LUCCA. Violentatore e adescatore di studentesse alla veneranda età di 86 anni. Una storia incredibile che vista da fuori suscita una certa ironia se non fosse che l’anziano, soltanto perché la sua data di nascita gli vieta il carcere, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale, lesioni e molestie e la giovanissima vittima, poco più che diciottenne, ha subito un tale choc da alternarne il carattere e modificarne i rapporti in famiglia, con i coetanei e a scuola sino a chiudersi in se stessa. Gli investigatori di fronte a prove che ritengono schiaccianti hanno informato la procura che ha chiesto e ottenuto dal gip l’ordinanza di custodia cautelare. Nei guai è finito Eno Biagini, classe 1926, ex commerciante da tempo in pensione e attualmente residente a S. Anna con la moglie dopo aver vissuto a Nozzano S. Pietro. Biagini nega l’addebito. Lui con la violenza sessuale ai danni della studentessa della Lucchesia e con le molestie seriali ad altre ragazzine in attesa del pullman non c’entra nulla. Eppure la diciottenne, che sostiene di aver subito la violenza, l’ha riconosciuto senza ombra di dubbio da una foto tessera che la polizia ha mostrato nell’album fotografico accanto a quelle di altre persone con precedenti penali. «Mia moglie è anziana, per questo ho scelto te» le parole pronunciate, stando alla ragazzina che si è confidata con una poliziotta, al termine del rapporto consumato in auto su una stradina sterrata dietro la Coop di S. Anna. E prima di lasciarla, stando agli inquirenti, il gesto più ignobile: la consegna di 50 euro, rifiutate con sdegno dalla studentessa, come prezzo dello sfogo sessuale. Trattata alla stregua di una prostituta. Le indagini, affidate alla Mobile diretta dal commissario Virgilio Russo, non sono ancora concluse perché c’è il sospetto che l’«arzillo vecchietto», per la polizia aiutatosi con qualche farmaco miracoloso, possa essere responsabili di altri episodi non denunciati per paura o per vergogna.

La denuncia. È lo stesso questore Cracovia a complimentarsi con i suoi uomini e a spiegare come sono riusciti ad arrivare all’insospettabile pensionato con la fedina penale intonsa. Tutto inizia alla fine di luglio quando la studentessa diciottenne, che soltanto mesi dopo racconterà la violenza sessuale subita, accompagnata dalla madre entra negli uffici della questura per denunciare una lesione all’avambraccio destro procuratale da un anziano sconosciuto poi fuggito a bordo di una monovolume blu. Racconta che il pensionato le si era avvicinato mentre a piedi stava andando a un corso para scolastico. Aveva cercato di avvinghiarla, ma lei nel divincolarsi si era fatta male. Una denuncia che sembrava destinata a restare contro ignoti.

Indizi e collegamenti. Una domenica pomeriggio d’inizio settembre arriva una segnalazione al 113. Una studentessa albanese di 19 anni residente nella Piana mentre attende il pullman per raggiungere il fidanzato viene molestata da un anziano alla guida di una monovolume che la invita a salire facendole una serie di apprezzamenti anche pesanti. Lei, impaurita, chiama al cellulare il ragazzo che a sua volta avverte la polizia. Quando arriva la volante l’auto non c’è più. Ma la studentessa ha preso il numero di targa. Che corrisponde alla macchina di Biagini. È allora che scatta la sinergia tra gli uffici della polizia. Qualcuno si ricorda di un intervento fatto a marzo sempre a piazzale Verdi e sempre a causa di un anziano che molestava ragazze e giovani donne. A telefonare al 113 era stato un autista del Clap. Alla Mobile si procurano la foto tessera dello pseudo molestatore e convocano sia la studentessa di 19 anni, sia il conducente del bus. Entrambi riconoscono l’anziano.

La violenza. Il colpo di scena arriva quando viene richiamata in questura la diciottenne che aveva denunciato la lesioni all’avambraccio. La ragazza come a liberarsi di un peso che non la fa più vivere alla poliziotta che l’ascolta racconta di essere stata presa alle spalle e trascinata a forza nella monovolume del pensionato che dopo averla condotta in una zona appartata aveva compiuto atti sessuali contro la sua volontà minacciandola di morte se avesse parlato. La ricognizione sui luoghi da credito alle sue dichiarazioni.

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