Il Tirreno

Lucca

Versilia contro Lucca capoluogo

di Barbara Antoni
Versilia contro Lucca capoluogo

«Felici della provincia costiera», i sindaci di Stazzema, Seravezza, Forte, Camaiore scrivono al ministro

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LUCCA. Poche parole, ma chiare. Con una breve lettera, inviata al ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi e al presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini, i sindaci della Versilia (Alessandro Del Dotto di Camaiore, Umberto Buratti di Forte dei Marmi, Domenico Lombardi di Pietrasanta, Michele Silicani di Stazzema, Ettore Neri di Seravezza e il presidente dell’Unione Comuni della Versilia, Maurizio Verona) esprimono incondizionato appoggio al progetto della provincia costiera, la riproposizione di un’area vasta già messa alla prova come Ato rifiuti, che accorpa le ormai “vecchie” province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara.

«Abbiamo fatto un’ampia discussione e la larga maggioranza dei sindaci Pd ha fatto una riflessione socio-economica: l’area vasta riunisce tutte le esigenze dei nostri comuni - spiega Verona -, rappresenta una continuità in materia di turismo e sistema portuale; perché Pisa, il futuro capoluogo, è la sede universitaria dei nostri ragazzi, oltre che un punto di riferimento della sanità. Sarebbe stato assurdo disegnare un’altra area. Lo diciamo sentendoci lucchesi, con affetto per Lucca, per una Provincia che ha fatto molto e per un presidente, Stefano Baccelli, che stimo e al quale dò dieci per come ha gestito le emergenze dal 2009 in poi. Credo che sarebbe un ottimo presidente per l’area vasta».

«La provincia costiera aveva già un’identità - dice Buratti. È positivo stare dentro un’area forte nei fondamenti, dall’economia alla sanità, all’università, al fatto di avere un aeroporto che ci metterà in condizione di confrontarci con l’area metropolitana».

Con gli stessi presupposti, Neri spiega la sua propensione verso la provincia costiera: «Se si mettono insieme le quattro ex province che la costituiranno, sarà un’area molto forte. Abbiamo rigettato fin da subito l’accorpamento con Prato e Pistoia, ci saremmo sentiti degli estranei. Un accorpamento del genere sarebbe stato poco utile al sistema lucchese, di cui ci sentiamo parte. Ma essere da soli, Lucca con Massa, avrebbe significato essere deboli, sarebbe stata una provincia subito penalizzata».

Quella di Silicani è la voce più diretta. Il sindaco di Stazzema parla senza peli sulla lingua. «Non vogliamo morire lucchesi - dice - ma di una provincia adeguata ai tempi che corrono, all’Europa. Non ci vogliamo chiudere nel nostro giardino. I parlamentari lucchesi non ci hanno ascoltato, pensavano che non contassimo minimamente. La provincia costiera avrà i numeri per confrontarsi con Firenze, sarà un territorio virtuoso e produttivo. Per contare ci vuole massa critica, e ora ce l’abbiamo. Amo Lucca e la logica di lavoro e sacrificio dei lucchesi - conclude -. Se si mettessero insieme queste qualità alla nostra apertura sarebbe un connubio vincente».

Intanto, il capogruppo Pdl in Provincia David Marcucci chiede un tavolo sui problemi di «550 lavoratori». Il consigliere provinciale Gabriele Brunini lamenta l’assenza di presa di posizione di alcuni parlamentari lucchesi: i senatori Pdl Baldini e Pera, la senatrice Pd Granaiola

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