Il Tirreno

Lucca

Ponte del Diavolo crollato ma è un brutto scherzo

di Gianni Parrini
Ponte del Diavolo crollato ma è un brutto scherzo

Su Facebook pubblicata l’immagine “taroccata” dell’opera distrutta dal fiume Poggi: decine di telefonate dall’estero. Notizia falsa ma la preoccupazione c’è

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Voleva essere semplicemente una goliardata. O forse un modo per attirare l’attenzione sui “tesori a rischio” del nostro territorio. Ma la pubblicazione su Facebook di un’immagine taroccata in cui si documenta il crollo del Ponte del Diavolo in seguito alla piena di domenica, ha scatenato un mezzo pandemonio. E non solo virtuale. Una valanga di commenti è piovuta sul profilo Facebook della Federazione Latino americana di Pisa, dove la foto ritoccata è stata pubblicato. Quasi nessuno ha creduto all’autenticità dello scatto, mentre molti hanno criticato aspramente gli autori della pubblicazione, accusandoli di scherzare su un problema serio. E la cosa appare ancora più di cattivo gusto oggi. dopo che tre persone sono morte per il crollo di un ponte nel grossetano.

«A pubblicare l’immagine è stato uno studente italiano che si occupa di aggiornare il nostro profilo. L’ha trovata su Internet e l’ha postata su Facebook. Ma quando l’ho vista e ho letto i commenti l’ho fatta subito togliere». Mario Silva, cileno, presidente dell’associazione nata a Pisa nel 2004 con lo scopo di diffondere le culture e le tradizioni dell’America Latina, è piuttosto amareggiato. «Guardi – racconta – il Ponte del Diavolo ci piace molto: conosciamo tutte le leggende che lo riguardano. Il ragazzo che ha pubblicato la foto fasulla voleva solo attirare l’attenzione sui “tesori a rischio” del vostro Paese. Tempo fa abbiamo fatto la stessa cosa con la Torre di Pisa. In ogni modo, mi scuso: non era nostra intenzione urtare la suscettibilità di qualcuno. Ma in tutto questo un aspetto positivo c’è: abbiamo riportato l’attenzione su un problema reale, la salvaguardia del ponte». Ieri, intanto, dal profilo dell’associazione l’immagine incriminata era scomparsa, sostituita da altre foto che mostrano il ponte integro e ben saldo al suo posto, e ne lodano l’affascinate e ardita architettura.

Ma oramai il meccanismo si era messo in moto anche fuori dal mondo virtuale della Rete. «Ho ricevuto decine di telefonate da borghigiani che vivono all’estero – spiega Francesco Poggi, sindaco di Borgo a Mozzano – Hanno visto la foto su Internet e hanno chiamato per sapere se era crollato davvero. Per fortuna il ponte è ancora al suo posto, anche se un po’ di preoccupazione per le sue sorti c’è». Il primo cittadino si fa serio. Spiega che la piena di domenica ha lasciato qualche strascico: «Non sono un tecnico ma ci sono state vere e proprie infiltrazioni attraverso la struttura portante – racconta Poggi – Un segnale preoccupante, di indebolimento della tenuta e della coesione delle pietre. La struttura è in piedi da secoli, ma da quando è stata costruita la diga del ponte pari, negli anni ’50, il livello del fiume si è alzato e non è più quello di centinaia di anni fa quando l’opera fu costruita. Mi domando cosa potrebbe succedere se si ripetessero più volte eventi simili a quello di domenica. Purtroppo si tratta di un bene vincolato e il comune di Borgo a Mozzano non può intervenire: per questo mi rivolgo alla Sovrintendenza chiedendo che venga fatta una valutazione dello stato di salute della struttura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web