Il dolore
Brioche e frutta biologica spariti dai menù dell’Asl
Restrizioni nei vassoi forniti ai ricoverati, contingentata anche l’acqua Adesso si temono altri tagli che avrebbero effetti anche sul personale di Alisea
LUCCA. La brioche non c’è più, è sparita dalla colazione del mattino.Così come non ci sono più, nei vassoi del pranzo e della cena, i prodotti biologici, a partire dalla frutta per continuare con verdura, pasta e legumi. E anche le bottiglie d’acqua sono razionate: non più una al giorno, la confezione da un litro e mezzo deve durare due giorni.
Sono i primi effetti della spending review sul servizio mensa all’Asl 2. L’azienda sanitaria, alla luce dei minori trasferimento e della necessità di grattare il fondo del barile nel tentativo di far quadrare i bilanci, ha dovuto attuare misure tali da risparmiare il 5%. E per il momento si è riusciti a salvaguardare la varietà dei menù.
Ma se - come gli scenari lasciano ipotizzare - nel 2013 si dovrà intervenire ancora, molte cose potrebbero cambiare, con ripercussioni anche sul personale dipendente della società che cura il servizio mensa, ovvero l’Alisea.
La spesa alimentare. 10 euro e 50 centesimi: è quanto spendeva l’Asl per garantire il bisogno alimentare dei ricoverati. Colazione, pranzo, merenda e cena: su questa cifra c’è stato il taglio del 5% e quindi via brioche, prodotti biologici e riduzione dell’acqua. Il tutto va moltiplicato per i pasti: 350 (a pranzo e altrettanti a cena) quelli che vengono preparati per i degenti del Campo di Marte; 150 nei due ospedali della Valle del Serchio.
Il menù. E’ opinione diffusa che il servizio mensa garantito da Alisea sia più che dignitoso. L’accordo con l’Asl prevede che i pazienti possano scegliere fra 4 primi piatti, quattro secondi e tre contorni. Oltre alle diete speciali per chi ha bisogno di questo servizio. Al momento non ci sono state riduzione nella varietà e nella possibilità di scelta, ma da gennaio gli scenari potrebbero cambiare.
La mensa. La grande cucina dell’Alisea, in un locale attiguo al complesso ospedaliero Campo di Marte, rifornisce anche la mensa per i dipendenti: dalla quale però sono sparite le bibite gassate, sprite, fanta e altro, mentre è stata ridotta anche la composizione del menù, con un taglio nel ventaglio di scelte.
Il personale. Sono 55 le persone dipendenti di Alisea in servizio nei presidi dell’Asl 2. Ovviamente la situazione attuale - discussa dai responsabili dell’azienda con i sindacati - costringe a tagli: scaduti i contratti interinali, non ci saranno più supplementi e straordinari, ma il timore è che ulteriori restrizioni si riflettano anche sugli organici, con un esubero di circa cinque persone (il personale è quasi tutto assunto con contratti part time). D’altronde anche l’eventuale riduzione del menù avrebbero uno scarso impatto economico per quanto riguarda le derrate e il risparmio si riverserebbe quasi tutto sul personale e sull’organizzazione. Non avrebbe più senso - per esempio - operare con una cucina di mille metri quadrati se si deve preparare un mono-menù.
Il nuovo ospedale. L’Alisea non fa parte della cordata che ha vinto l’appalto del nuovo ospedale e ha il contratto in scadenza alla fine del 2013. Come accade in questi casi, il personale dovrebbe essere assorbito dalla nuova gestione ma ci sarà da fare i conti con il monoblocco: basti pensare solo alla logistica dei trasporti. Attualmente Alisea ha 4 persone addette ai trasporti, che con i camion portano i carrelli nei vari padiglioni. L’ospedale monoblocco farà tagliare qualche figura anche in questo settore.
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