La manifestazione
Alce, «ci vuole la valutazione ambientale»
La richiesta arriva da Legambiente durante il convegno sull’economia sostenibile a Bagni di Lucca
BAGNI DI LUCCA. Il secondo motivo che ha indotto Legambiente a ricorrere al Consiglio di Stato sul caso Alce «riguarda la mancata sottoposizione a Via (valutazione di impatto ambientale) dell’impianto. Non è mai stata sciolta un’ambiguità di fondo:se la nuova centrale fosse un’autonoma centrale termoelettrica o una modifica dell’impianto esistente. Nel caso di modifica di un impianto esistente mai sottoposto a Via questa sarebbe stata obbligatoria. Se si fosse sostenuta la piena autonomia della centrale a biomasse sarebbe stata ancor più evidente la violazione del piano territoriale, che vieta in quella zona nuove centrali termoelettriche». Lo afferma Fausto Ferruzza, presidente regionale di Legambiente durante il primo convegno nazionale per l’economia sostenibile, promosso dal comitato ambiente e salute di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca.
«L’insediamento di una nuova centrale a biomasse avrà notevoli ripercussioni negative sull’ambiente. Senza contare che l’irrazionale utilizzo delle biomasse ed il mancato rispetto delle indicazioni del piano energetico regionale rappresentano una questione d’importanza collettiva», aggiunge.
Sulla questione Alce sono intervenuti Maura Bertolozzi con una cronistoria, Nadia Simonini che ha presentato i dati tecnici sui danni prodotti dalle centrali a biomasse legnose ed il dottor Federico Valerio che ha descritto lo studio da lui condotto sul caso di Fornoli e ha proposto alternative alla realizzazione dell’impianto in progetto.
Chiara Lammari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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