Finanza
Il centro accoglienza ormai ha i giorni contati
Fabbriche di Vallico, dal 31 dicembre mancheranno i fondi: il governo li ha tagliati. Posto a rischio per gli operatori; i profughi non avranno un tetto
FABBRICHE DI VALLICO. Se non interverranno cambiamenti, ad oggi è segnato il destino del centro di accoglienza immigrati di Fabbriche di Vallico. Infatti, se entro il 31 dicembre non sarà scongiurato il taglio dei fondi per gestire i centri di accoglienza dei profughi dell'emergenza libica iniziata nel febbraio 2011, queste strutture dovranno causa forza maggiore chiudere.
Per i molti profughi che ancora non hanno ottenuto nessun tipo di documento, ma che hanno dato il via all’iter di richiesta di asilo politico, verranno rilasciati documenti di protezione internazionale della durata di un anno.
Per quanto riguarda il centro di accoglienza sul territorio di Fabbriche di Vallico, questo si appoggia su tre strutture: l’affittacamere “Da Serena” e “Collettino” gestiti dall'associazione di volontariato Partecipazione e sviluppo, più un terzo punto gestito autonomamente dall'agriturismo “La Fornace”.
I tre punti di accoglienza sono aperti dall'agosto 2011, quando l'amministrazione comunale decise di ospitare i richiedenti asilo.
Più volte ci sono stati avvicendamenti con altri giovani profughi provenienti da altri centri toscani.
In ogni caso, il numero massimo dei giovani stranieri che hanno trovato ospitalità nel territorio comunale di Fabbriche di Vallico sono stati circa una trentina. La nazionalità in prevalenza è nigeriana, ma in questo centro sono stati accolti anche molti uomini e donne provenienti dalla Guinea, dal Camerun, dalla Costa d’Avorio e dal Mali.
Si sono avvicendate anche ragazze, spesso sposate e quasi sempre incinte - spiegano dal centro - ma mai minorenni.
L'associazione di volontariato Partecipazione e sviluppo si è avvalsa nel momento di massimo afflusso della collaborazione di cinque operatori, per organizzare lezioni italiano e gestire gran parte delle attivita burocratiche legate all'assistenza dei richiedenti asilo.
Allo stato attuale i collaboratori impiegati per l'emergenza sono rimasti soltanto due e presto anche questi potranno veder sfumare il loro posto (precario) di lavoro.
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