Il Tirreno

Lucca

Il reportage

I furbetti del ticket a bordo delle navette

di Flavia Barsotti

LUCCA. Solo tre i controllori fissi in tutta l’azienda Clap, a cui si sommano i tre autisti che, da alcune settimane, a rotazione, salgono sui mezzi di trasporto per verificare che tutti i passeggeri...

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LUCCA. Solo tre i controllori fissi in tutta l’azienda Clap, a cui si sommano i tre autisti che, da alcune settimane, a rotazione, salgono sui mezzi di trasporto per verificare che tutti i passeggeri timbrino il biglietto.

Sono questi i numeri forniti da Uil trasporti. Questi i controllori, a fronte di un’elevata quantità di linee che coprono tutta la Piana e la Garfagnana. Una lotta all’evasione combattuta ad armi impari: basta fare un giro su alcune navette del trasporto pubblico urbano per rendersi conto che numerosi utenti potrebbero viaggiare gratis.

Il nostro tour risale a un martedì pomeriggio, a bordo di una navetta della linea 18 per le Tagliate. Alla fermata di via Teresa Bandettini, quattro signore obliterano regolarmente il biglietto prima di sedersi, ma già poco dopo, in piazza Grande, altre due donne si accomodano senza fare lo stesso. E ancora, alla successiva sosta in piazza della Misericordia, di quattro passeggeri, solo due timbrano il biglietto. «Dove è la macchinetta obliteratrice?», domanda una di loro. «Alla sua destra» risponde l’autista mentre guida, ma non c’è nessuno a controllare che timbri davvero. In piazza della Croce, sale un’altra persona che si dirige verso un sedile vuoto senza esibire il cartellino valido. Ed ecco che, dopo aver effettuato poche fermate, a bordo della navetta risultano esserci undici passeggeri di cui, quasi la metà, potrebbe essere insolvente.

Certo, fra questi è possibile che alcuni siano in possesso di abbonamento, ma non può non sorgere il dubbio che qualcuno provi invece a farla franca. Del resto, in mancanza di addetti, il ruolo di verificatore non può rientrare negli obblighi dell’autista che potrebbe finire per non prestare l’adeguata attenzione alla strada, rischiando, peraltro, di non rispettare la tabella di marcia.

Ciò dunque non sarebbe frutto di una protesta da parte degli autisti, come segnalano alcuni lettori alla nostra redazione, «ma, più semplicemente - affermano i sindacalisti - di qualcosa che non rientra fra i loro doveri».

E infatti, durante il nostro monitoraggio, distribuito su più giorni, capita di notare che, dal posto di guida, il conducente cerchi, a volte, con uno sguardo sommario, di prevenire l’illegalità, attendendo, prima di partire, che tutti abbiano convalidato. Ma, come spiega David Zullo, segretario provinciale Uil trasporti autoferroviari «manca il tempo per svolgere anche questo compito, nonostante che, talvolta, facciamo i verificatori soprattutto ai capolinea». E Zullo evidenzia come aumentando il numero dei verificatori, si ridurrebbe notevolmente il numero degli evasori. «L’azienda – sostiene - dovrebbe mostrare, sulle linee, una presenza costante di controllori a frequenza regolare e ravvicinata. Un modo per manifestare agli utenti una supervisione attenta e decisa, che aumenterebbe l’ansia di essere individuati e spingerebbe a far pagare tutti coloro che utilizzano il nostro servizio».

Infatti, scendendo in via Cesare Battisti dalla navetta e salendo in piazza Grande su una successiva che segue di nuovo il percorso della linea 18, incontriamo sulla porta due verificatori. Sono loro stessi che chiedono ai passeggeri di esibire il biglietto e lo convalidano, restituendolo subito dopo.

In alcuni casi, quando la calca è forte, gli addetti invitano l’utente a sedersi per poi recarsi da ognuno e timbrare il cartoncino, evitando anche, in questo modo, di mancare i furbetti che utilizzano più volte lo stesso tagliando. Oltre a ciò, chiedono di vedere l’abbonamento a chi non esibisce il biglietto e ne accertano la validità. Ed ecco che, su quella navetta, tutti i passeggeri risultano paganti «anche se - sostiene una donna a bordo che usufruisce abitualmente del servizio – non è frequente trovare controlli di questo tipo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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