Il Tirreno

Lucca

All’ospedale in tre anni 75 posti letto in meno

di Fabrizio Tonelli

L’Asl sta già lavorando al piano previsto dalla Regione per contenere i costi Il presidente della commissione sanità Remaschi: «Più servizi sul territorio»

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LUCCA. Settantacinque posti letto da tagliare in tre anni. La cura dimagrante per l’assistenza sanitaria in Lucchesia passa da questo numero. La Regione - visti i minori trasferimenti - si vede costretta a ridurre di 2mila letti la dotazione degli ospedali in Toscana e l’Asl 2 deve fare la sua parte, contribuendo nei prossimi tre anni ad abbassare il rapporto da 3,70 letti ogni mille abitanti a 3,15-3,20.

Un programma cui la direzione generale dell’Asl starebbe già lavorando.

Lo conferma Marco Remaschi, presidente della commissione sanità della Regione, che però invita a non fare allarmismi.

«Bisogna considerare - dice Remaschi - che oggi il tasso di occupazione dei posti letto è del 66-67% e che la riduzione non vuole dire minore assistenza ma una assistenza diversa, strutturata sul territorio, con le case della salute, con un diverso rapporto con le cliniche private per i ricoveri a bassa intensità di cura».

Secondo Remaschi nonostante i tagli, i servizi saranno garantiti.

«La Regione - dice il presidente della quarta commissione - vuole garantire l’equità e la qualità dei servizi, eliminando però doppioni e sprechi. L’obiettivo non è certo una diminuzione del livello delle prestazioni, ma una organizzazione dell’assistenza che consenta di garantire i servizi alla luce delle risorse a disposizione».

Remaschi fa un esempio concreto: «Oggi siamo spesso a fare i conti con i pronto soccorso congestionati. Se però sul territorio riusciamo a d allestire case della salute attive dalle 8 alle 24, con la possibilità di effettuare una serie di esami, possiamo dirottarvi tutti quelli che oggi sono i codici bianchi che intasano i pronto soccorso».

Il presidente della commissione sanità chiarisce anche quanto potrà accadere nei rapporti con le strutture private accreditate, alla luce dell’allarme del consigliere Gian Luca Lazzeri, del gruppo Più Toscana. Lazzeri ipotizza una sforbiciata record, con tagli di tre case di cura a Lucca, che non sarebbero più accreditate.

«Sono la Regione e le Asl - spiega Remaschi - che decidono per quali prestazioni intendono avvalersi del privato. Può darsi che si vada a una riorganizzazione, ma ritengo che i privati continueranno comunque a ricoprire un ruolo importante: per esempio se all’ospedale verranno tagliati i posti letto, per i ricoveri a bassa intensità di cura ci si potrebbe rivolgere proprio alle case di cura. Sono scelte che saranno fatte con grande attenzione, senza penalizzare i cittadini e gli operatori che lavorano in queste strutture».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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