Il Tirreno

Lucca

A sua insaputa le vendono i beni

A sua insaputa le vendono i beni

Pignorate e poi messe all’asta le attrezzature della pizzeria in Borgo Giannotti

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LUCCA. Le hanno pignorato e venduto le attrezzature con le quali esercitava il suo lavoro senza avvertirla e quindi senza che potesse trovare una soluzione per non perdere i propri beni.

Protagonista della vicenda è una signora titolare di una pizzeria al Giannotti che spiega di aver avuto problemi di liquidità dovuti alla crisi e di non aver potuto pagare alcune rate dell’affitto.

I proprietari del fondo le hanno fatto causa e hanno ottenuto il pignoramento, avvenuto dopo che la signora aveva rilasciato spontaneamente i locali.

«La cosa più grave - dice la signora - e mi ha procurato un danno incalcolabile e irrimediabile è che io di questo pignoramento non ho mai saputo niente di niente, sia quando è successo (a gennaio di quest'anno), sia quando i beni sono stati venduti all'asta giudiziaria (nel mese di aprile). Ho saputo di questa vendita solo dopo che è avvenuta e la cosa mi ha sconvolto perché mai avrei pensato che a una ditta potessero pignorarsi i beni senza che il titolare ne sapesse nulla».

Prosegue la signora: «Su consiglio del mio avvocato ho fatto causa perché il pignoramento era stato fatto in modo illegale. Infatti quando è venuto l'ufficiale giudiziario io e il mio socio non eravamo presenti, né è stato dato alcun avviso di avvertirmi ai proprietari del fondo che erano andati ad aprire la porta del locale per consentire all'ufficiale giudiziario di accedere e pignorare i beni. Il danno è enorme perché se lo avessi saputo subito o avrei potuto pagare il debito a rate, come mi ha informato il mio avvocato. Che era stato fatto il pignoramento l'ho saputo per caso, dopo che ho mandato una lettera ai proprietari chiedendo di avere l'accesso al fondo per recuperare i beni che avevo lasciato loro in custodia. «I proprietari hanno risposto che i beni erano in custodia dell'Ivg. In realtà quando la lettera è stata spedita la vendita era già avvenuta ed erano stati proprio i proprietari del fondo, tramite la società che appartiene interamente a loro, ad aver acquistato all'asta giudiziaria le mie attrezzature per un prezzo ridicolo pari al 20% del valore effettivo. Prima che avvenisse il pignoramento avevo quasi concluso la trattativa di vendita dei beni al prezzo di 50mila euro mentre i proprietari li hanno acquistati per 10.000. Sono stata costretta a chiudere perché sono stata privata ingiustamente e contro la legge di tutti i beni dell'attività».

Precisa l'avvocato Papini, legale della signora: «La mia cliente ha subito un danno gravissimo, danno di immediata evidenza perché contenuto nel verbale di pignoramento da cui emerge il mancato avvertimento al debitore. E siccome il pignoramento consiste nell'ingiunzione che l'ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del creditore i beni assoggettati a pignoramento, dalla mancanza al debitore dell'ingiunzione si possono trarre le logiche conseguenze». Ora c’è la causa in tribunale.

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