Sicurezza
Serchio in piena, il giorno della paura
Il fiume tocca i 1700 metri cubi al secondo. Mattina di tensione a Ponte San Pietro ma alla fine l’argine regge
LUCCA. Sembrava di rivivere un incubo. Quello del Natale 2009, quando il Serchio ruppe gli argini a Santa Maria a Colle mettendo sotto acqua l’intera Lucchesia. La scena ha rischiato di ripetersi ieri. Al mattino, nella sala di coordinamento della protezione civile le facce erano tese e il ritmo dei lavori frenetico: telefoni che squillano in continuazione, gente che va e viene, persone che parlano a voce alta per cercare di farsi capire da chi, all’altro capo della cornetta, è evidentemente in stato di agitazione. «Signora si calmi. Si porti al piano superiore della sua abitazione e cerchi di rimanere tranquilla», spiega un addetto della protezione civile che è in piedi dalle 4 mattino a un’ottantenne che vive con la badante a Salanetti e che poco dopo verrà evacuata dai vigili del fuoco.
Nella sala grande vengono proiettati i dati pluviometrici e quelli idrometrici del Serchio. Sprofondato in una sedia, con lo sguardo rivolto a quei numeri da paura se ne sta il presidente della Regione Enrico Rossi. È accorso sul posto per monitorare di persona la situazione ma lo sguardo non è quello dei momenti migliori.
Non è difficile capire il perchè: dalla mezzanotte di domenica una bomba d’acqua è scesa sulla Lucchesia: in sei ore ben 230 millimetri di pioggia sono precipitati sui comuni di Minucciano, Piazza al Serchio, Camporgiano, San Romano e Vagli causando frane e smottamenti che hanno bloccato la viabilità in diversi punti del territorio. Nella Piana il reticolo idraulico dei canali non ha retto: Leccio, Rio Ralla, Castruccio, Fossa Nuova, Rio Casale hanno rotto gli argini o esondato. Altopascio, Capannori e Porcari sono finiti sott’acqua in varie zone. Problemi anche a Lucca: alle 11,45 il telefono ha squillato in molte abitazioni. Un messaggio registrato ha informato i residenti che il livello del Serchio era sopra i 1.100 metri cubi al Secondo (soglia limite) e invitava a non uscire. Allagamenti si sono registrati nella zona del Piaggione e di Oltreserchio. Il sindaco Alessandro Tambellini è in piedi dall’alba. Oggi avrebbe dovuto andare al Cnr di Pisa per fare alcuni accertamenti clinici (già programmati) ma di fronte all’emergenza non si è tirato indietro. Da ore se ne sta nella sala di comando attaccato al telefono.
Il quadro è peggiore del 2009: i livelli del fiume sono più o meno identici (toccati i 1.700 metri cubi al secondo) ma stavolta il reticolo dei canali non ha retto. La grande paura, dunque, è legata al Serchio: esonda, rompe gli argini o se ne rimane nell’alveo? Il punto più critico è quello di Ponte San Pietro: in quella zona sono stati fatti degli interventi di consolidamento dell’argine dopo la rottura di tre anni fa. Proprio lì si è radunata un’ampia folla di curiosi: vogliono vedere chi vincerà il braccio di ferro tra il fiume e quelle massicciate di terra. La loro presenza, però ha congestionato il traffico. In golena, intanto l’acqua è già arrivata allagando la Casina Rossa. «Il livello del fiume è salito oltre i 1500 metri cubi – spiegava l’assessore Diego Santi intorno alle 13 – La piena è in corso e ci metterà un po’ a passare».
Poco dopo le 14 il momento di massima tensione. Su Twitter si diffonde la notizia che a Ponte San Pietro il fiume è uscito dall’alveo. Un’immagine sembra confermalo. In sala operativa scoppia la rabbia. «Non è possibile – spiega Gennarino Costabile, ingegnere del servizio difesa del suolo – Abbiamo i nostri uomini sul posto. I livelli sono costanti e c’è ancora un metro e mezzo di argine franco. Oltretutto a Borgo a Mozzano il fiume sta scendendo. Significa che qui a Lucca non crescerà ulteriormente». Le esondazioni, a questo punto, sono escluse. Resta solo da chiarire l’esito della prova di forza tra l’acqua e la terra. Intorno alle 15 il dubbio pare sciolto: gli argini hanno tenuto, il fiume si ritira. Rossi tira un sospiro di sollievo e va a Massa, dove la situazione è ben più grave. Il presidente della Provincia Stefano Baccelli parte per una ricognizione dei danni. Nella sala operativa rimangono gli uomini della protezione civile. Per loro il lavoro proseguirà, dato che la Regione ha prolungato l’allerta meteo fino alle 24 di stanotte. Ma le piogge dovrebbero essere assai meno intense. Non a caso le scuole a Lucca saranno regolarmente aperte.
Gianni Parrini
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