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Lucca

L’IPOTESI

Un pilomat anti-furbi in via Vittorio Emanuele

Un pilomat anti-furbi in via Vittorio Emanuele

LUCCA. Tra le pieghe di una determina dirigenziale arriva l’indiscrezione sulla possibilità che l’amministrazione comunale metta un nuovo pilomat, circondato dai contestati piolini di ferro fatti...

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LUCCA. Tra le pieghe di una determina dirigenziale arriva l’indiscrezione sulla possibilità che l’amministrazione comunale metta un nuovo pilomat, circondato dai contestati piolini di ferro fatti collocare in varie zone della città dall’allora assessore Chiari. Stavolta in via a Vittorio Emanuele, a ridosso di piazza Napoleone. Zona, si fa notare a palazzo Orsetti, diventata di transito continuo e illegittimo da parte degli automobilisti che si sommano alle navette Clap. E allora il cosiddetto dissuasore servirebbe per far passare solo i mezzi pubblici e vietare il transitare a tutti gli altri.

Ma la decisione non è stata ancora presa. Da parte dell’amministrazione Tambellini si sta valutando l’impatto che una soluzione del genere si porterebbe dietro. La proposta, arrivata dagli uffici tecnici, è quindi sul tavolo dei politici. Che potrebbero cassare tutto. E magari chiedere maggiori controlli (e multe) alla polizia municipale.

Installare, grosso modo davanti a uno degli ingressi di palazzo Ducale, uno sbarramento di quel genere non sembra convincere del tutto gli amministratori. Il timore è dare un altro colpo basso al già discutibile arredo urbano.

E poi c’è già da fare i conti con il pilomat regolato dal semaforo in piazza San Frediano, di fronte alla basilica. Una realizzazione che manda da mesi su tutte le furie Italia Nostra che, attraverso il presidente architetto Roberto Mannocci, aveva chiesto al Comune di eliminare quel manufatto che trae ragione di esistere dal Codice della strada. La richiesta era di togliere il pilomat, ma per il momento non è successo niente.

Il Comune valuta il da farsi e nel frattempo all’impresa appaltatrice dei lavori (Italia Impianti) è stata concessa un proroga di 300 giorni. Poi si vedrà. Il dibattito è aperto e si attendono prese di posizione. (d.c.)

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