Il dolore
Toscocarta, aperto il confronto
Azienda e sindacati parlano di ammortizzatori sociali. Pagata intanto la metà della 14ª mensilità
CAPANNORI. Avviato il confronto tra Toscocarta e sindacati. La buone notizie è arrivata dopo l’incontro che si è tenuto in Provincia. Una trentina i posti di lavoro a rischio nell’azienda del settore cartario di Coselli.
«Stiamo discutendo di misure ben precise, a partire dagli ammortizzatori sociali – dice Stefano Tesi della Slc Cgil – Da parte sua, l’azienda ci ha fatto sapere di aver iniziato a lavorare per trovare interessati al subentro, che però non capiamo se sia parziale o totale».
Un passo avanti, in ogni caso, soprattutto dopo che i rapporti tra sindacati e proprietà si erano raffreddati nei mesi scorsi.
«È stato fatto qualche passo in avanti, come il pagamento del 50 per cento della quattordicesima che non era stata corrisposta ai lavoratori – prosegue Tesi – L’altro 50 per cento dovrebbe arrivare a breve. Dell’altra mensilità non corrisposta, invece, parleremo nei prossimi incontri».
La crisi della Toscocarta è aperta ormai da mesi, da quando i lavoratori e i sindacati si sono resi conto che qualcosa non andava con le buste paga. Da lì, un lungo braccio di ferro che ha portato, negli ultimi giorni di settembre, alla proclamazione di una serie di ore di sciopero e, infine, alla costituzione di un presidio permanente.
Le parti si rincontreranno la prossima settimana (mercoledì), sempre in Provincia, e potrebbe avvicinarsi il raggiungimento di un’intesa.
Situazione ancora molto tesa, invece, attorno al caso Panem di Altopascio.
I lavoratori, in cassa integrazione e in attesa che il tribunale di Monza si pronunci sul fallimento dell’azienda (rilevata più di un anno fa dal Gruppo Novelli), non ricevono alcun contributo ormai da mesi.
Nel frattempo, tra gli operai, si è sparsa voce che qualcuno stia portando via i macchinari dai capannoni dell’azienda, ad Altopascio.
I lavoratori continuano a sperare nella convocazione di un’assemblea da parte del sindacato, per avere un’idea precisa di quello che sta accadendo non solo alla Panem ma a tutta la Novelli.
Non è da escludere che, nel frattempo, gli stessi lavoratori non decidano di fare un qualche passo in autonomia.
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