Il Tirreno

Lucca

Secondo pignoramento da 500mila euro alla Snai

di Luca Tronchetti ; di Luca Tronchetti
Secondo pignoramento da 500mila euro alla Snai

Il guasto tecnico del 16 aprile alle slot machine video lottery delle sedi italiane consente a un pisano di entrare provvisoriamente in possesso della somma

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PORCARI. Il 16 aprile 2012 rischia di aprire una falla nella solidità economia della Snai. Quel giorno, per un guasto tecnico alle slot machine video lottery delle varie sedi nazionali, dai terminali fuoriuscirono centinaia di biglietti che recavano la dizione «avete vinto incassare il denaro» e che rispondevano a cifre variabili tra i 494 mila euro e i 9 milioni. L’avaria improvvisa alla piattaforma elettronica gestita dalla società inglese Barclest, la ditta fornitrice di tecnologia all’agenzia di scommesse più importante d’Italia, invocata nell’immediatezza dalla Snai ha retto per 100 giorni. Sino a quando, nel luglio scorso, un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo rilasciato dal tribunale di Salerno ha consentito a una studentessa di diciotto anni di pignorare mezzo milione di euro presso i conti correnti Snai in alcune banche lucchesi. Un episodio che si è ripetuto tale e quale nei giorni scorsi. Stavolta il «regalo» è arrivato a un giocatore nato a Pisa e che quel 16 aprile 2012 alle 15,30 giocò alle slot in un’agenzia Snai della provincia. Il tribunale civile di Pisa si è comportato esattamente come quello di Salerno: ha emesso un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo per un importo di 498mila euro. E di fronte a un pignoramento presso terzi con provvisoria esecutività il giudice delle esecuzioni mobiliari del tribunale di Lucca (competente in materia visto che la Snai ha sede a Porcari in provincia di Lucca) non ha potuto far altro che dare l’okay e consentire il pignoramento della somma nonostante l’opposizione dei legali della Snai. Pignoramento che, se non è già avvenuto, avverrà a giorni. Un’ordinanza, quella del tribunale civile di Pisa, che fa discutere. Perché contrariamente ad altri tribunali italiani (Lucca, per esempio) ritiene fondata la sussistenza del pericolo che l’agenzia delle scommesse più importante del nostro Paese possa sottrarsi al pagamento dell’importo o non possa far fronte all’esborso alla fine della causa civile in caso di soccombenza. Sì, perché è bene dire con chiarezza che quei 498mila euro, adesso nella disponibilità del giocatore di slot machine pisano, gli appartengono soltanto in via provvisoria. In attesa di stabilire, al termine della causa civile in corso al tribunale di Lucca, se quella vincita spettasse veramente al giocatore o se invece quel «gruzzolo» non gli è dovuto e il risarcimento non gli spetta perché quel 16 aprile alle 15,30 le slot andarono in tilt per colpe non imputabili alla Snai. Per il momento però un milione di euro (tra la studentessa di Salerno e il giocatore di Pisa) è stato pignorato sui conti correnti dell’agenzia.

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