Italia
Più stalli, o il centro muore
Analisi dell’ex titolare di Bazar 48, commerciante per quarant’anni in via Cenami
LUCCA. Quarant’anni passati in negozio, un negozio nel pieno centro con una storia lunga un secolo.
Claudio Orlandini, 62 anni, ex titolare di Bazar 48, il negozio di giocattoli in via Cenami fondato agli inizi del Novecento poi divenuto (dal 1997) punto vendita Giocheropoli, chiuso circa un anno fa, oggi può parlare del commercio cittadino come osservatore sopra le parti. E a domandargli quale suggerimento darebbe, in questo momento, per migliorare la situazione dei negozi del centro storico, lui esita un secondo solo, poi parla senza incertezze.
«Penso che il problema principale per il commercio del centro sia l’accesso alla città, e quindi i parcheggi - risponde Orlandini -. Anche io preferisco andare a piedi perché lasciare l’auto è difficile, Mi rendo conto che per chi viene in centro il parcheggio rappresenta un problema. E in particolare nelle giornate di brutto tempo, finisce che le vendite calano, la gente preferisce i centri commerciali fuori città ai negozi del centro storico, che rimane così deserto».
Non solo parcheggi più numerosi. Secondo Orlandini, che entrò in negozio appena tornato dal militare ma che oggi finalmente riesce a dedicare parte del suo tempo alla caccia, la sua passione, «per migliorare la situazione delle attività del centro ci vorrebbe un servizio pubblico più ricco, navette più frequenti».
Questi i problemi più contingenti, in aggiunta a difficoltà quotidiane che invece arrivano molto più da lontano nel tempo.
Infatti, l’elemento che, a suo parere, ha segnato la prima svolta determinante per i negozi di vicinato del centro storico «è stato l’avvento della grande distribuzione - ricostruisce Orlandini -. Che fin da subito è stata per tutti noi commercianti una presenza ingombrante, anche perché la grande distribuzione pratica prezzi diversi, più bassi, di quelli dei negozi singoli».
«I centri commerciali, se non hanno ucciso il commercio di vicinato, lo hanno di certo ferito gravemente - torna a sottolineare Orlandini -. La sopravvivenza è diventata un problema per tutti i negozi rimasti. Senza contare che le spese per la gestione sono terribilmente aumentate. E non solo per quello che riguarda la tassa sulla spazzatura».
Un’altra domanda a Orlandini, osservatore privilegiato del commercio nel centro storico.
Riguarda la proposta che arriva da più parti (in primo luogo dalle categorie del commercio) di aprire il centro storico alle media distribuzione. Una buona idea secondo Orlandini?
«A questo punto direi proprio di sì - risponde - è giusto aprire alla media distribuzione nel centro storico. Altrimenti i centri finiranno per morire. La media distribuzione al contrario può rappresentare un’ulteriore attrattiva per avvicinarvisi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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