Sicurezza
Tagli alle Province Baccelli lancia un grido d’allarme
«Lo Stato ci toglie 5 milioni adesso e 12,5 l’anno prossimo Potremo pagare solo personale e mutui: servizi a rischio»
LUCCA. Province senza soldi e ormai sull’orlo dell’estinzione. Ma pronte a dar battaglia: abbassando s 30 km/h i limiti di velocità sulle strade di loro competenza o addirittura spegnendo i riscaldamenti nelle scuole. Sono queste alcune delle misure che alcuni presidenti degli enti hanno minacciato ieri a Roma, nel corso dell’assemblea nazionale dell’Upi organizzata per discutere dei tagli ai trasferimenti. Nel 2012 la cifra che verrà a mancare ammonta a 500 milioni di euro mentre nel 2013 il taglio è ancora più consistente: 1 miliardo e 200 milioni di euro. Insomma, una situazione ora considerata drammatica, rischia di diventare esiziale. E a farne le spese potrebbero essere proprio i cittadini.
All’incontro era presente anche il presidente della provincia Stefano Baccelli: «Per quanto riguarda Lucca nel 2012 il taglio da parte dello Stato è di 4 milioni e 850mila euro mentre l’anno prossimo ci mancheranno ben 12,4 milioni – spiega Baccelli – È una situazione esiziale. Nonostante la nostra Provincia abbia i conti in regola, cpm un ammanco di questo genere l’anno prossimo pagheremo appena il personale, i mutui e nient’altro. In pratica, se il governo non rivede questo taglio non ci sono le condizioni minimali per erogare i servizi ai cittadini: dal riscaldamento nelle scuole, all’illuminazione delle strade, dallo spalare la neve in Garfagnana e Lunigiana fino allo spargere il sale contro le gelate».
Stante questa situazione, alcuni presidenti, tra cui il vicario dell’Upi Antonio Saitta, hanno proposto di dare simbolicamente avvio all’interruzione di questi servizi già da subito, per mostrare cosa avverrà nel 2013. I presidenti di Provincia, al momento, non sanno neppure come impostare il bilancio di previsione, visto che il loro mandato scadrà a novembre dell’anno prossimo. Ma anche i nuovi enti, qualunque sia la loro geografia definitiva, non nascono certo sotto una buona stella: depotenziati nelle funzioni e nelle risorse.
Nel corso dell’incontro, si è toccato anche il tema del riordino delle Province e Lucca ha incassato l’appoggio dell’associazione. «La questione lucchese è stata oggetto di dibattito – spiega Baccelli – Anche il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni ha sottolineato come in Toscana ci sia un’anomalia da correggere: la riduzione del numero di province è percentualmente più forte che nel resto del paese e il nostro è l’unico caso di accorpamento di quattro province storiche. L’Upi, pertanto, raccoglierà anche la proposta di unificare Lucca-Massa nella sua proposta di maxi emendamento, che poi approderà in Parlamento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
