Proteste
La storia a rischio cancellazione
Anche l’Archivio di Stato soffre per il taglio dei finanziamenti. La maggior parte dei documenti è ormai anche digitale
LUCCA. Lucca segreta: un viaggio nell'Archivio di Stato alla scoperta della macchina pubblica. Un percorso fatto di pergamene, circolari, comunicati ufficiali, relazioni statali, leggi, progetti architettonici e mappe: documenti originali catalogati ed esposti nei mobili ottocenteschi alti fino al soffitto.
Siamo nei depositi di Palazzo Guidiccioni, dove ha sede l'Archivio di Stato di Lucca. È la zona più pregiata dell'intero edificio, accessibile solo alle visite guidate. Appena entrati, l'odore di antico risale le narici, trasporta in un'epoca lontana e subito l'attenzione viene risucchiata dalla vastità di reperti storici lungo il percorso.
Qui c'è la storia che traccia l'ossatura della città, riconducendo ogni cittadino a un passato collettivo più o meno remoto, documentato in ogni passaggio fino agli inizi del Novecento. Ecco perché quando la direttrice Elisabetta Piccioni e la vice Marina Brogi raccontano le enormi difficoltà economiche con cui si trovano a combattere ogni giorno pur di riuscire a tenere aperto il palazzo e a compiere l'opera di restauro capisci che ad essere in pericolo è prima di tutto la memoria. Quel filo conduttore che custodisce, spiega e attualizza le origini di ognuno di noi. Il laboratorio di restauro, infatti, essenziale per mantenere in vita documenti logorati dal tempo e dall'umidità è sotto utilizzato, con macchinari nuovi e personale qualificato, ma non numericamente sufficiente.
«Questa è una vera e propria passeggiata nella storia - spiega Marina Brogi -. A farci da guida è Salvatore Bongi: i suoi inventari, infatti, suddivisi in quattro volumi, tracciano il percorso all'interno dei depositi dell'Archivio. Le sue descrizioni coincidono ancora oggi con la struttura fisica dell'edificio».
Partiamo dall’inizio. Salvatore Bongi è nato a Lucca, ha partecipato attivamente ai moti risorgimentali del 1847-48, collaborando al giornale liberale "La Riforma" e combattendo a Curtatone e Montanara nei battaglioni degli universitari lucchesi e pisani. Ben presto si è appassionato alla bibliofilia, diventandone un fine esponente al punto di farlo segnalare al Soprintendente agli Archivi Toscani, Francesco Bonaini, quale possibile responsabile dell'Archivio di Stato di Lucca.Ecco che inizia nel 1859 l'attività di Salvatore Bongi a Palazzo Guidiccioni, durata fino alla sua morte (1899). In quarant'anni di direzione lo studioso ha ordinato e inventariato le carte dell'Archivio, dalle origini alla fine del Ducato borbonico, nel 1847. Quattro volumi in tutto, un corpus descrittivo di grande valenza, tanto che, a distanza di oltre cento anni dalla loro pubblicazione, costituiscono ancora la spina dorsale degli strumenti di consultazione dell'archivio.
Archivio diplomatico. La prima stanza del deposito ospita l'archivio diplomatico (contenuto nel primo volume dell'Inventario del Bongi), più di 20mila pergamene originali, per lo più provenienti dagli archivi ecclesiastici. Calligrafie originali, bolle papali, lettere fra diplomatici: rotolini di svariate grandezze accuratamente catalogati, suddivisi per anni e disposti ad alveare dentro gli armadi. «II salto di qualità - continua Marina Brogi, mentre dispiega una pergamena del Seicento - è quello di essere riusciti a digitalizzare l'intero fondo diplomatico. Oggi tutte le pergamene sono consultabili on-line, direttamente e liberamente dal nostro sito».
Carte del Comune di Lucca. Statuti, atti di governo, atti del Consiglio generale, delibere degli anziani. Questa parte di Archivio, costituita da diverse stanze corrispondenti alle pagine dei primi due volumi dell'inventario del Bongi, parte dal 1369 e arriva fino al 1799. Vere e proprie chicche sono le mappe del territorio lucchese e il "tesoro di Paolo Guinigi". Un inventario di tutti i beni da lui posseduti, compilato al momento della caduta della sua Signoria (1430). «Alcuni fascicoli - continua - sono coperti con antiche pergamene che al momento della compilazione del fascicolo non servivano più. Ci imbattiamo spesso in queste situazioni: non possiamo fare un lavoro a tappeto di recupero delle coperte dei fascicoli, quando però viene scoperto un documento importante la pergamena viene recuperata, restaurata e messa nel fondo diplomatico. In questo modo, ad esempio, abbiamo ricostruito parte del Codice Mancini, un codice musicale i cui fogli superstiti sono conservati qui e a Perugia».
Carte dello Stato di Lucca. Siamo nelle stanze finali dell'Archivio (volumi 3 e 4 dell'Inventario del Bongi): la storia ci riconsegna le vicende che hanno attraversato Lucca dal 1815 al 1847, anno in cui il Ducato di Lucca confluì nel Granducato di Toscana fino all'adesione al Regno d'Italia.
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