Trasporti
Caffè di Simo, dipendenti licenziati e ignari
Bindocci (Cgil) chiede al Comune di invitare a un tavolo tutti i soggetti coinvolti per risolvere la vicenda
LUCCA. «Ci hanno licenziate senza neppure informarci». A parlare è una delle cinque dipendenti del Caffè di Simo, lo storico locale di via Fillungo che ormai da diversi mesi ha chiuso i battenti. Dopo la querelle giudiziaria che ha visto contrapporsi la Cogea srl di Orvieto e la lucchese Ilva il tribunale ha stabilito di riaffidare la gestione alla società umbra, anche se l’Ilva ha prontamente presentato ricorso. In attesa di nuovi sviluppi il locale è posto sotto sequestro e al suo interno sono stati puntellati i solai.
Tra le più interessate a conoscere la data di riapertura ci sono ovviamente le cinque dipendenti della vecchia gestione: «Siamo state messe in ferie dalla seconda metà di agosto, quando il locale ha chiuso – spiega una delle ragazze che preferisce rimanere anonima – Poi non abbiamo avuto notizie. Per cui siamo andate al centro per l’impiego per cercare informazioni e abbiamo scoperto di essere state licenziate a partire dal 30 settembre. Non abbiamo ricevuto né lo stipendio di quel mese né la liquidazione. Abbiamo fatto richiesta per la mobilità ma al momento siamo in attesa». Le cinque dipendenti si augurano che la nuova gestione, al momento della riapertura, sia disposta a riassumere il vecchio personale. Qualche contatto c’è già stato. Intanto il sindacalista Massimiliano Bindocci (Cgil) chiede al Comune di convocare a un tavolo tutti i soggetti coinvolti per arrivare a una felice e rapida risoluzione della vicenda. (g.p.)
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