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Province, il decreto parte dal Senato Ieri in commissione

Province, il decreto parte dal Senato Ieri in commissione

L’organo presieduto dal socialista Vizzini ha iniziato i lavori Il senatore Marcucci stamani deposita un emendamento

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LUCCA. Province, la battaglia a palazzo Madama è già iniziata. Ieri sera in Commissione affari costituzionali del Senato ha preso avvio la discussione del decreto sul riordino delle Province. La commissione, presieduta dal socialista Carlo Vizzini, discuterà delle possibili ipotesi di modifica del decreto sul riordino delle Province (che tra l’altro è stato pubblicato ieri in Gazzetta) cercando di trovare un accordo che eviti una battaglia in aula. Cosa che costringerebbe il governo a porre il voto di fiducia. Questa mattina, intanto, il senatore Andrea Marcucci (Pd) depositerà un emendamento che sarà discusso dalla commissione nel quale chiederà di rivedere gli accorpamenti, perorando la causa di un’unione Lucca-Massa.

«In nessun caso, nel decreto di riordino approvato dal governo, quattro enti contigui territorialmente sono stati accorpati in un'unica nuova Provincia con l'eccezione delle sole Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno, peraltro tutte istituzioni storiche fondate fin dal 1861, con un territorio che comprende ben 111 Comuni e quasi un milione e cinquecentomila abitanti».

Comincia così l'interrogazione urgente (altra cosa rispetto all’emendamento presentato stamani) che Marcucci ha rivolto al ministro Filippo Patroni Griffi sul provvedimento che approderà nelle aule parlamentari. «All'esecutivo chiedo quali iniziative si intendono adottare per cancellare questa anomalia- si legge nel testo diffuso dall'esponente democratico e che sarà sottoposto alla firma di tutti i parlamentari toscani - e per ricondurre ad una più equa e razionale divisione in due Province distinte, entrambe ampiamente in possesso dei requisiti minimi, ovvero Lucca e Massa-Carrara con tremila chilometri quadrati e seicentomila abitanti, e Livorno e Pisa che presentano numeri ancora più rilevanti».

A rafforzare la sua tesi, Marcucci nell'interrogazione ricorda che «nell'unico caso analogo che il consiglio dei ministri ha valutato, la decisione finale è stata totalmente diversa. Si tratta della Provincia (di recentissima istituzione) del Verbano Cusio Ossola con Novara e quella di Biella con Vercelli: il governo ha scelto di non procedere all'unificazione a quattro».

Intanto è tregua tra il sindaco Tambellini e il presidente della Provincia Baccelli che, appresa la notizia del rinvio della decisione della Corte Costituzionale sui ricorsi riguardanti la riforma delle Province, hanno assunto in pieno accordo l’iniziativa di promuovere un incontro con tutti i parlamentari della Provincia di Lucca. «Scopo della riunione, che si terrà lunedì 12 a Palazzo Orsetti, è discutere sulle possibili iniziative a livello parlamentare, in fase di conversione del decreto, per giungere alla modifiche legislative necessarie per la tutela del nostro territorio» si legge in una nota.

Intanto, ieri mattina il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni ha ventilato l’ipotesi di dimissioni in massa da parte dei presidenti delle Province italiane, a fronte dei tagli decisi dal governo per ciò che concerne i trasferimenti dallo Sato agli enti locali. Pieroni ha annunciato anche un ricorso al Tar del Lazio.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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