Il Tirreno

Lucca

Porta la droga in carcere

Bloccata dalla polizia penitenziaria la donna di un detenuto

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LUCCA. Bloccata da un agente della polizia penitenziaria del carcere di San Giorgio mentre cerca di introdurre droga all’interno della struttura. Nei guai è finita una donna che era giunta in carcere per un colloquio con il convivente brasiliano detenuto nel penitenziario lucchese per il reato di furto con fine pena ottobre 2013. A renderlo noto è il segretario generale del sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece. «Ancora una volta, la perspicacia e la professionalità della polizia penitenziaria di Lucca ha evitato che una quantità non irrilevante di sostanza stupefacente giungesse fino alle sezioni detentive. Questi episodi, oltre a confermare il grado di maturità raggiunto e le elevate doti professionali del personale di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Lucca, ci ricordano che il primo compito è stato, è e rimane quello di garantire la sicurezza dei luoghi di pena e impongono oggi più che mai una seria riflessione sul bilanciamento tra necessità di sicurezza e bisogno di trattamento dei detenuti. Tutti possono immaginare quali e quante conseguenze avrebbe potuto causare l’introduzione di droga in istituto». Capece ricorda che la percentuale di tossicodipendenti tra i detenuti oggi si attesta al 25% delle presenze: uno su quattro, dunque ha problemi di droga: «È allora opportuno agire sul piano del recupero sociale per i detenuti tossicodipendenti, attraverso un circuito penitenziario differenziato che faccia loro scontare la pena nelle Comunità di recupero, ma è altrettanto necessario disporre di adeguate risorse per far fronte alla possibilità che all'interno del carcere entri la droga».  

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