Il Tirreno

Lucca

Fondo salva-imprese ancora poche richieste

di Barbara Antoni
Fondo salva-imprese ancora poche richieste

Intanto sale a nove il numero di istituti di credito che aderiscono al progetto del credito agevolato per piccole e medie aziende. Tra questi, Mps e Crsm

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LUCCA. Tra oggi e domani salirà a nove il numero di istituti di credito aderenti al fondo salva-imprese, un progetto attuato dalla Camera di Commercio per favorire il credito alle piccole e medie imprese del territorio in crisi, che ha avuto fin dall’inizio la condivisione di cinque banche: la Banca del Monte di Lucca, la Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, il Banco di Lucca, la Banca di Pescia credito cooperativo, la Cassa di Risparmio di Lucca. Nelle prossime quarantotto ore firmeranno l’adesione anche Monte dei Paschi di Siena, Credito della Valdinievole, Cassa di risparmio di Volterra, Cassa di risparmio di San Miniato.

Un totale di nove banche (che potrebbe anche aumentare) contro le otto che aderirono a un progetto analogo nel 2009. Ma oggi, almeno fino ad adesso, si riscontra una maggiore paura, forse diffidenza, da parte delle imprese che potrebbero fare richiesta di un credito agevolato (sarà concesso anche senza un progetto di destinazione ma anche semplicemente per coprire esigenze immediate di liquidità): il numero delle istruttorie finora autorizzate è sette, a fronte invece di una grande quantità di richieste di informazione sull’iniziativa.

Un aspetto sottolineato da Federica Ramacciotti, responsabile dell’ufficio sviluppo imprenditoriale della Camera di Commercio che segue il progetto. «Da parte delle imprese - spiega Federica Ramacciotti - avvertiamo molto bisogno di soldi, lo testimonia il numero di telefonate che il nostro ufficio riceve ogni giorno. Le aziende si lamentano per la crisi ma anche perché le banche, anche quelle del territorio, non sono più avvertite come le banche di riferimento».

Il fondo salva-imprese, lanciato agli inizi di ottobre, è in grado di offrire crediti da 10 a 50mila euro da restituire in un tempo da tre a cinque anni. Ma la prima rata non si paga prima del tredicesimo mese. Al credito erogato dalla banca si aggiunge una percentuale del 3% erogata invece dalla Camera di Commercio.

Questi i termini. Quanto agli interessi praticati, si tratta di tassi agevolati, calibrati però in base al grado di solvibilità dell’impresa calcolato al termine dell’analisi finanziaria dei suoi bilanci condotta in prima istanza dalla banca.

«Il progetto del fondo - conclude la responsabile dell’ufficio camerale - nasce per dare ossigeno alle imprese, che però in questo momento storico sono scoraggiate dal sistema bancario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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