Il dolore
Villa Reale, vendita decisa a 40 milioni
Un finanziere russo e un principe arabo hanno già depositato la somma: la famiglia Pecci Blunt ora deve solo scegliere
LUCCA. Ottanta milioni di euro, due depositi da 40 milioni l’uno, sono stati accreditati in banca per l’acquisto della bellissima villa Reale a Marlia, il cui ultimo prezzo di vendita è appunto di 40 milioni. A contendersela sono appunto in due. Il primo è un principe arabo, imparentato con una delle più importanti famiglie reali mediorientali e anche se ovviamente sul nome c’è il massimo riserbo, filtra che potrebbe potrebbe trattarsi di un membro della famiglia reale dell’Arabia Saudita o di quella del Kuwait. L’altro acquirente è un finanziere russo, un magnate nel settore energetico. Anche in questo caso massimo riserbo sull’identità, ma dovrebbe trattarsi di un notissimo petroliere residente a Mosca.
Dalla Russia al Medioriente. I due magnati si stanno contendendo l’acquisto dell’importante dimora per una cifra di poco superiore ai 40 milioni di euro, che comprende anche arredi e mobili di gran pregio. La trattativa, anticipata dal nostro giornale in primavera, dopo mesi di lunghi e laboriosi contatti sta andando a buon fine e l’annuncio ufficiale della vendita dovrebbe essere dato prima della fine dell’anno. L’ufficialità della notizia è dello studio legale Spadafora-De Rosa di Romas, e più precisamente dagli avvocati Alessandro De Rosa e Flavio Giuliani che da diverso tempo stanno curando la vendita su incarico dalla famiglia Pecci-Blunt.
Mesi di trattativa. «Dopo i primi incontri con i due importanti potenziali clienti – tengono a precisare i due legali – le trattative sono andate avanti con contatti con i rappresenti legali dei due clienti per esaminare nei dettagli le richieste dei conti Pecci-Blunt, che fin dall’inizio della contrattazione hanno tenuto a precisare che la vendita della dimora è vincolata al fatto che gli acquirenti mantengano l’attuale stato delle cose e che la villa non sia destinata ad altri scopi».
Prescrizioni per la tutela. «Tutti e due gli acquirenti - aggiungono - non solo si sono dichiarati disponibili a mantenere l’attuate status quo, ma addirittura di riportare l’antica dimora al suo splendore, perché tutti e due intendono usarla solo ed esclusivamente come residenza per le proprie vacanze».
Le fideiussioni. Chiarito questo aspetto tanto caro agli attuali proprietari, per dimostrare che la trattativa è seria non si sono limitati a lasciare una semplice caparra, ma addirittura hanno dato mandato agli istituti di credito dei propri paesi di mettere a disposizione una fideiussione di oltre 40 milioni di euro. La trattativa sta andando avanti su due tavoli separati e a questo punto l’ultima parola tocca agli attuali proprietari».
Tutto nasce cinque anni fa. La storia inizia con decisione dei conti Pecci-Blunt nel 2007 di cedere la dimora lucchese. Una decisione sofferta perché la villa da sempre è stato luogo di ritrovo per i rappresentati della famiglia che amava ritrovarsi in Lucchesia nei periodi estivi. Oggi i sette rami del casato sono sparsi un po’ in tutto il mondo e specialmente le nuove generazioni sono sempre meno propense alle rimpatriate nella cornice della dimora di Marlia. Da qui la decisione a vendere.
Deve rimanere così. «I proprietari della storica dimora – tengono a sottolineare i due legali – si sono dichiarati disponibili a vendere, pretendendo però che nel contratto di acquisto vi sia una condizione vincolante ben precisa: in pratica, l'acquirente si impegna a non stravolgere l'aspetto dell'intero complesso, pena l'annullamento di qualsiasi accordo. Con questa clausola, la famiglia si assicura che l’intera struttura, considerata dagli storici una copia ben riuscita della più famosa reggia di Versailles, resti il gioiello di oggi, patrimonio dei lucchesi e di tutto il mondo».
L’affare comprende anche gli arredi, tra cui pregiati pezzi di mobilio, quadri d’epoca, sculture, argenterie e serviti di notevole qualità.
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