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Lucca

Usa il bancomat del padre Scoperta e condannata

Usa il bancomat del padre Scoperta e condannata

Una vicenda controversa che vedrà scritta la parola fine soltanto in Appello. Perché davanti al gup Alessandro Dal Torrione la figlia di un insegnante di matematica da tempo in pensione viene condannata a un anno e 600 euro di multa

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LUCCA. Una vicenda controversa che vedrà scritta la parola fine soltanto in Appello. Perché davanti al gup Alessandro Dal Torrione la figlia di un insegnante di matematica da tempo in pensione viene condannata a un anno e 600 euro di multa (pena sospesa) per utilizzo fraudolento della carta di credito paterna. Ma sui 13 episodi contestati (aprile 2010- gennaio 2011) soltanto per uno la figlia dell’ex docente è ritenuta colpevole. Per tutti gli altri è stata prosciolta dal giudice. Lei, Gabriella Barsanti, si professa innocente, vittima delle circostanze.

I fatti. Alla fine del 2010 l’ultraottantenne ex insegnante di matematica si rivolge ai carabinieri di S. Concordio. Da un po’ di tempo si è accorto che il suo conto corrente va in rosso. Qualcuno effettua prelievi da 250 euro ogni volta. Pensa che qualcuno gli abbia clonato la carta bancomat. Iniziano le indagini e i militari acquisiscono le immagini delle telecamere a circuito chiuso degli sportelli dove sono avvenuti i 13 prelievi sospetti. E dal filmato del 28 gennaio 2011 si vede la figlia dell’insegnante che effettua un’operazione. Per i carabinieri il colpevole è lei e le attribuiscono i 13 prelievi illeciti.

Indagini difensive. Ma attraverso le indagini difensive emergono vistose anomalie. Da una perizia effettuata dai Ris di Roma risultano incompatibili con l’imputata almeno 5 prelievi, un altro avviene quando la donna è all’estero. Alla fine restano sospetti soltanto su quel prelievo ripreso dalla telecamera della banca e solo per quello la quarantenne viene condannata. Il suo legale, Maurizio Campo, sostiene che quel giorno la sua assistita effettuò un prelievo da quello sportello, ma con la sua carta bancomat che aveva esaurito il plafond. Non è lei quindi la responsabile e l’inserimento del bancomat del padre fu successivo e attribuibile ad altre persone rimaste al momento ignote.

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