Italia
Province, l’ira e lo sdegno di Baccelli
Durissimo commento dopo il rinvio della Consulta: «Atto politico grave contro la Costituzione»
LUCCA. Divisi anche sui commenti alla notizia che la Corte Costituzionale ha rinviato a nuovo ruolo l'udienza sui ricorsi presentati dalle Regioni contro il decreto Salva Italia che all'articolo 23 ha di fatto “svuotato” le competenze delle Province e ne ha modificato il sistema elettorale.
Durissimo Stefano Baccelli, presidente di Palazzo Ducale. Cauto il sindaco Alessandro Tambellini.
«Il rinvio della decisione da parte della Corte Costituzionale è un fatto grave. È una scelta politica che di fatto sospende la vigenza della nostra Costituzione scaraventandoci in un limbo dove lo stesso principio della legalità viene sospeso, anzi negato.
«Non c’è dubbio - aggiunge il presidente Baccelli - che la volontà di attendere il compimento dell'iter legislativo del processo di riordino delle Province, per esprimere un giudizio sui ricorsi, sia una decisione che sta tutta al di fuori dei principi del nostro ordinamento e si sostanzia esclusivamente come scelta politica: non c’è nessuna plausibile motivazione giuridica per astenersi oggi dal giudicare l’incostituzionalità di una riforma che cancella di fatto un ente espressamente previsto dalla Costituzione. Non si può che prendere amaramente atto del fatto che, oltre al consolidarsi della prassi eversiva della decretazione d’urgenza da parte del Governo in materia istituzionale, questa fase difficile della vita del Paese vede anche trasformarsi il Palazzo della Consulta da presidio della legittimità costituzionale in luogo della confusione istituzionale e della mediazione politica».
«Lo avevo sempre detto, sino allo sfinimento: occorre attendere che la Consulta si pronunci in maniera definitiva prima di emettere giudizi - dice il sindaco Tambellini -. Ora siamo sulle corna di una chiocciola. L’ho ripetuto mille volte.
In questo momento non mi addestro in valutazioni. Aggiungo che a mio avviso ha ragione il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il quale sostiene che occorre sospendere tutte le modifiche a Province e città metropolitane in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sui ricorsi che sono stati presentati da otto Regioni».
All’esame della Corte Costituzionale ci saranno i ricorsi regionali sulla legittimità costituzionale dell'art. 23 del decreto Salva Italia, che trasforma le Province in enti di secondo grado, non più eletti dai cittadini, e ne riduce i poteri e le funzioni.
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