Finanza
La Finanza sequestra soldi e auto di lusso a un imprenditore
Nel mirino delle Fiamme gialle il titolare di una ditta del settore cartario: requisiti una Ferrari, 430mila euro d’oro e un milione di euro fra titoli e contanti
LUCCA. La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro alcuni beni di un imprenditore del settore cartario, titolare di una ditta che ha sede a Capannori. Tra i beni sequestrati una Ferrari nuova, investimenti in oro per 430mila euro, denaro e titoli del valore di un milione di euro. È in corso la conferenza stampa delle Fiamme gialle.
L’indagine prende in esame il triennio 2007-2009 e per la prima volta in Toscana le fatture non vengono utilizzate per l’accusa per operazioni inesistenti, come spesso accade per i reati di natura finanziaria, ma come copertura per la restituzione di prestiti di natura usuraria. Il cinquantenne imprenditore cartario della Piana, in passato vicino a una squadra di calcio dilettantistica, si sarebbe comportato come una banca prestando soldi a un collega veneto in difficoltà finanziarie. In che modo? Per la tributaria della Guardia di Finanza simulava il pagamento di circa 400 fatture passive che attestavano le fittizie transazioni di vendita di cellulosa da parte dell’usurato mentre in realtà si trattava di somme concesse in prestito. In pratica l’imprenditore cartario della Piana vendeva cellulosa a una delle due aziende dell’industriale veneto il quale, senza trasportare la merce, cedeva la materia prima all’altra cartiera di sua proprietà a costi maggiorati pur senza alcun tipo di modifica della cellulosa. A quel punto la seconda cartiera veneta emetteva una fattura di quell’importo maggiorato da pagare all’imprenditore della Piana. Emissione di fatture che avveniva 2-3 mesi dopo con tassi d’interesse a base annua superiori al massimo previsto dalla legge e con punte che arrivavano al 150%. L’imprenditore veneto in tre anni ha ricevuto 197 prestiti in media di 110mila euro ciascuno restituendo per 197 volte cifre maggiorate in media di 8500 euro. Un sistema di usura molto raro e raffinato. Per questo motivi il gip su richiesta del pm Enrico Corucci ha accolto la richiesta di sequestro preventivo dei beni per importo equivalente agli interessi usurari che ammontano per l’accusa a un milione e 680mila euro. Lunedì mattina la tributaria ha sequestrato all’imprenditore una Ferrari 360 Modena, lingotti in oro per 430mila euro e denaro e titoli per più di un milione. A dare il là all’indagine l’imprenditore veneto - fallito in seguito all’esposizione debitoria - che ha raccontato alla finanza la sua storia.
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