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Lucca

Il prefetto: «Impegno verso le fasce deboli e i giovani»

LUCCA. Grande attenzione alle fasce deboli della popolazione, ai giovani, ai problemi degli studenti, ai temi dell’occupazione. Il nuovo prefetto Giovanna Cagliostro promette un impegno a tutto campo...

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LUCCA. Grande attenzione alle fasce deboli della popolazione, ai giovani, ai problemi degli studenti, ai temi dell’occupazione. Il nuovo prefetto Giovanna Cagliostro promette un impegno a tutto campo e, sulla base della sua lunga esperienza professionale, si dice sicura di poter svolgere un buon lavoro. Arrivata a Lucca lunedì pomeriggio, da ieri è al lavoro nelle stanze della prefettura, che si è davvero tinta di rosa: donna il prefetto, donna il capo di gabinetto che è Angela Buzzanca, donna il vice capo, Stefania Trimarchi.

«Sono felice di essere qui, dove avevo lavorato come dirigente per otto mesi nel 2006 quando prefetto era il dottor Tranfaglia, ora a Bologna. Qui comprai la mia prima bicicletta. Ricordo splendide passeggiate sulle Mura» racconta il prefetto. Bel sorriso, viso aperto che dà fiducia, la dottoressa Cagliostro ha 57 anni, è originaria di Reggio Calabria e arriva da Ragusa, dove ha svolto il suo primo incarico da prefetto. Sostituisce Alessio Giuffrida trasferito a Cagliari.

Cagliostro, laurea in scienze politiche con indirizzo politico-amministrativo conseguita nel 1978 a Messina, è stata tra l’altro commissario straordinario a Calanna (Reggio Calabria) con il consiglio comunale sciolto per infiltrazioni mafiose.

Dopo la nomina a prefetto, avvenuta nel 2010, è stata vice commissario di governo a Trieste e ha prestato servizio alla direzione centrale dei vigili del fuoco, a Roma. Poi l’incarico a Ragusa e quindi il ritorno in Toscana «regione che avevo indicato tra le sede preferite 30 anni fa. Mi spenderò al massimo in tutte le situazioni. Importante, fondamentale anzi è il confronto con le parti sociali, le istituzioni, i cittadini».

Inevitabile parlare del riordino delle province e del prossimo assetto dei servizi e delle competenze.

«L’idea di un riordino era partita proprio con la figura dei prefetti e dei funzionari statali. Valuterei con attenzione l'eventualità di sopprimere figure insostituibili come quelle dei prefetti cui negli ultimi anni sono state attribuite sempre nuove competenze. Anche le eventuali soppressioni di questure o commissariati sono da ritenere dannose, perché si tratta di istituzioni che hanno un rapporto strettissimo con il territorio. Penso che vadano conservate come presidio per la sicurezza dei cittadini».

Poi un impegno: «Vorrei rendere la prefettura, quindi potenzieremo il nostro sito perché diventi una vera e propria finestra sulla città».

(d.c.)

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