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Lucca

L’utilizzo del bancomat del padre le costa la condanna a un anno

L’utilizzo del bancomat del padre le costa la condanna a un anno

Il giudice dell’udienza preliminare ritiene colpevole la figlia di un ex insegnante di matematica immortalata dalla telecamera di una banca. Ma la assolve da altri 12 episodi analoghi

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La figlia di un noto insegnante di matematica in pensione è stata condannata a un anno di reclusione e 600 euro di multa in abbreviato dal giudice dell’udienza preliminare Alessandro Dal Torrione. Era accusata di aver sottratto la carta bancomat all’anziano genitore - che in virtù dei numerosi ammanchi - aveva sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri della stazione di San Concordio pensando che qualcuno gli avesse clonato la carta bancomat. Nel corso degli accertamenti i militari avevano acquisito i filmati di una telecamera esterna a un istituto di credito ed era apparsa l’immagine della quarantenne mentre effettuava un prelievo. Era il 28 gennaio 2011 e proprio in quella data era avvenuto uno degli ammanchi. In tutto tredici per un ammontare che supera i 3000 euro. E i carabinieri hanno attribuito alla figlia dell’insegnante in pensione tutti i prelievi effettuati all’insaputa del padre. Nel corso dell’udienza preliminare il legale dell’imputata, avvocato Maurizio Campo, grazie ad accurate indagini difensive ha dimostrato che in una circostanza la sua assistita si trovava all’ora del prelievo in un’altra città e in almeno altri cinque la sua incompatibilità con il reato contestato. Alla fine il giudice ha condannato la donna soltanto per l’episodio legato alla telecamera. L’avvocato Campo preannuncia il ricorso il Appello.

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